La vera storia della fotografia concettuale. Un libro di Adriano Altamira

adriano_altamira-vera_storia_fotografia_concettualeNei suoi “Paragraphs on Conceptual Art”, in Artforum, giugno 1967, Sol LeWitt afferma: «…. L’idea in se stessa, anche se non realizzata visualmente, è un lavoro d’arte tanto quanto un prodotto finito. […] Nell’arte concettuale l’idea o il concetto è l’aspetto più importante del lavoro». E’ in questo processo di smaterializzazione dell’opera che la fotografia assume la funzione di statement, di dichiarazione, di rapporto, di certificazione. La fotografia viene così a collocarsi in un ambito che negandole la funzione di espressione artistica, al contempo, la lega all’opera d’arte come sistema di visualizzazione automatica, generando così quello che si può definire l’uso concettuale della fotografia.

Già nel 1965, Joseph Kosuth, con la sua One and Three Chairs che apre la strada dell’arte concettuale, espone un’ opera costituita da un ready-made (una sedia), da un testo (la definizione che un dizionario fornisce di sedia) e da una fotografia della stessa sedia. L’uso concettuale dei due media, il binomio foto+testo è qui ridotto a funzione tautologica, an-estetica e di ridefinizione del ready-made.

L’analisi, che Adriano Altamira elabora della fotografia concettuale, non si esaurisce nel prendere in considerazione il periodo circoscritto negli anni sessanta, ma parte dalle forme fotografiche proprie dalle avanguardie storiche, dal fotomontaggio, dalle schadografie, dalle rayografie e soprattutto dalle riflessioni teoriche e dagli interventi artistici di Duchamp. Individua, tra l’altro, nella fotografia Piston de courant d’air la prima foto concettuale. Nella premessa a La vera storia della fotografia concettuale, Altamira dichiara che: «Il fine di questo saggio non vuole essere soltanto quello di ristabilire il significato originario del termine: ma piuttosto quello di cercare di stabilire i limiti e la pertinenza della nuova estensione della sua accezione – già censita dal percorso storico avvenuto nel frattempo». Così egli sviluppa l’analisi concernente la foto concettuale, ripercorrendo, oltre a quanto già citato, fasi e momenti della storia dell’arte che hanno coinvolto la fotografia, dall’Happening alla Land Art, dalla Narrative Art alla Body Art, passando per autori, fotografi tout-court, che hanno utilizzato la fotografia come strumento principe ed esclusivo della loro produzione artistica, per arrivare fino alla contemporaneità del processo di globalizzazione che vede la Cina come paese emergente, in cui la fotografia diviene un mezzo artistico di grande diffusione, che si dibatte tra Pop-Art ed arte concettuale.


Il libro, che, tra gli altri, raccoglie anche una serie di articoli già apparsi sul sito informatissimafotografia, consta di sette capitoli, ad ognuno dei quali è associata una appendice di approfondimento con interviste ad autori quali Luigi Ontani, Giulio Paolini, Luca Patella o recensioni a mostre di Franco Vaccari o di Kossakowski, etc…

Gli anni ottanta e novanta affrontano la concettualità insita sia nel principio di costatazione nell’opera di Nan Goldin, sia nella staged photography di Koons, di Gregory Crewdson e della Sherman; questo periodo è inoltre approfondito con articoli specifici su Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Martin Parr e Pierre et Gilles.


Il libro si chiude con una sequenza di illustrazioni (penalizzate da una stampa e da un supporto cartaceo di bassa qualità) che si sviluppa parallelamente al testo e che vede, al contempo, una giustapposizione di immagini, a cui sono associate titolazioni, capaci di suggerire e moltiplicare i possibili piani di lettura.


©CultFrame 01/2008

 

CREDITI

La vera storia della fotografia concettuale / Autore: Adriano Altamira / Editore: Area Imaging (di rossellabigi editore), 2007 / 208 pagine / 80 illustrazioni / 21,00 euro / ISBN: 9788886560115

 

INDICE DEL LIBRO

 

INDICE / PREMESSA

Capitolo primo: / DUCHAMP, IL READY-MADE E LA FOTOGRAFIA / LA FOTOGRAFIA COME PRELIEVO DALLA REALTA’ / MAN RAY E LA FOTOGRAFIA AL CONTRARIO / Appendici: / 1) Schadografie, rayografie e fotogrammi / 2) Prodromi della performance dal futurismo al surrealismo

Capitolo secondo: IL FOTOMONTAGGIO NELLA PRIMA META’ DEL NOVECENTO / DAL FOTOMONTAGGIO ALL’ELABORAZIONE DIGITALE / MANIPOLAZIONE DIGITALE DELL’IMMAGINE / Appendici: 1) Moholy-Nagy

Capitolo terzo: LA FOTOGRAFIA AL POSTO DELLA PITTURA: L’HAPPENING / LA FOTOGRAFIA AL POST DELLA PITTURA: LA FOTO SU TELA / Appendici: 1) Colloquio con Aldo Tagliaferro 2) Elio Mariani, anticipatore solitario 3) Mario SChifano e la fotografia 4) Ketty La Rocca 5) Intervista con Luca Patella

capitolo quarto: IL CONCENTTUALE PURO / VERSO UN CONCETTUALE DEL CONCETTUALE / TAUTOLOGIE E OPERE AD ANELLO / PROCEDIMENTI CONCETTUALI NELLA PERFORMANCE / LA FOTOGRAFIA COME STRUMENTO PREFERENZIALE / DIALETTICA TRA FOTO E ALTRI MATERIALI / Appendici: 1) Intervista a Giulio Paolini 2) Luciano Fabro 3) Intervista a Luigi Ontani 4) I viaggi di Franco Vaccari 5) Concetto, Corpo e Sogno – Susan Hiller 6) Eustache Kossakowski 7) Dimenticato a memoria: una ricognizione sugli anni ’70

Capitolo quinto: DOPO IL CONCETTUALE: NARRATIVE ART E ALTRE TENDENZA POSTCONCETTUALI / POSTCONCETTUALE E IDEOLOGIA POLITICA / DIALETTICA TRA FOTO E ALTRI MATERIALI / Appendici: 1) Franco Vaccari: provvista di ricordi

Capitolo sesto: GLI ANNI OTTANTA E NOVANTA / Appendici: 1) Robert Mapplethorpe 2) Helmut Newton 3) Martin Parr 4) Pierre et Gilles

Capitolo settimo: FOTO E GLOBALIZZAZIONE / Appendici: 1) La nuova Cina fra Pop e Concettuale

TAVOLE / BIBLIOGRAFIA