Lo sguardo della bellezza. Roma, L’Italia e l’Europa nelle fotografie di Herbert List. Una mostra a Roma

herbert_list-portofinoFotografia come apparizione, “forza visionaria”, affermava Herbert List (Amburgo 1903 – Monaco di Baviera 1975). Interprete raffinatissimo del concetto di bellezza – soprattutto nella rappresentazione del nudo maschile – List ricorreva spesso alla doppia esposizione, declinazione della visione surrealista. Dalla metafisica e dal Bauhaus, poi, altri riferimenti interessanti per la costruzione di still life, spesso focalizzati su solidi – forme geometriche – collocati nello spazio dell’inquadratura. Volumi che hanno la forma ovale delle uova, come in Uova su un piatto (scattata ad Ischia nel 1952), oppure la rotondità di un vaso panciuto di vetro in cui nuota un pesce. Fotografia straordinaria, Il vaso dei pesci (1937), tanto più che l’oggetto è collocato su un parapetto e, oltre, nel piano di fondo, dall’acqua increspata del mare di Santorini (Grecia) – habitat naturale di quel pesce nell’acquario – emerge, come sospesa, la massa di un isolotto.


Non è casuale la citazione di queste due immagini, che insieme all’Autoritratto allo specchio, scattato a Roma – in cui l’identità dell’autore è rafforzata dalla presenza della Rolleiflex – segnano l’inizio del percorso fotografico Lo sguardo della bellezza. Roma, l’Italia e l’Europa nelle fotografie di Herbert List, ai Musei Capitolini.

Omaggio a Magritte (non può non venire in mente Le faux miroir), certamente quell’occhio de L’insegna di un ottico (Parigi 1936) e agli Impressionisti quel Picnic sul Baltico (1930), dove non mancano capelli e ombrellini parasole.

La rarità di questi vintage in bianco e nero dà ancora più sapore alla mostra, nata dalla collaborazione di Contrasto, Herbert List Estate e Magnum Photos.


Fil rouge è, come preannunciato dal titolo, il tema del viaggio. Il fotografo aveva iniziato a viaggiare a partire dal 1924, quando per seguire l’attività paterna di importazione di caffè era stato a San Francisco e in Sudamerica. Ad iniziarlo alla fotografia fu, nel 1930, Andreas Feininger. Abbandonato il business di famiglia, List, si trasferì a Parigi nel ’35; due anni dopo iniziò a lavorare in uno studio fotografico di Londra. E’ in quel periodo che iniziò a collaborare con Vogue, Harper’s Bazaar e Life, a cui si sarebbero aggiunte, nel tempo, testate altrettanto importanti.


herbert_list-aracoeliA partire dalla metà degli anni ’30 – quindi – il fotografo tornò più volte in Grecia e soprattutto in Italia. Il suo obiettivo coglie la plasticità di corpi modellati nel marmo, frementi esattamente come quelli in carne ed ossa. L’Ercole Farnese del Museo di Capodimonte come un bagnante sulla spiaggia. Anche inquadrature di paesaggi ingenui, come il pastorello con le pecore nel Parco dei Mostri a Bomarzo (1952), accanto a pose degli artisti nei rispettivi atelier: Giorgio Morandi (Bologna 1953), Marino Marini, Milano 1952, Felice Casorati (Torino 1949), Giorgio de Chirico (Bologna 1951). Di Roma l’artista ha lasciato ampia memoria con le sue foto scattate in tempi diversi, che raccontano storie sfaccettate. Respirano di antico, nello stile di “Roma sparita” dei fotografi ottocenteschi, fotografie come quella del ’49-’50 che inquadra i pescatori in barca, sul Tevere, in prossimità di Ponte Sant’Angelo, con il profilo del Cupolone sullo sfondo e la sagoma imponente di Castel Sant’Angelo, oppure i ragazzini con le maschere durante il Carnevale Romano (Trastevere 1950).

Tre ritratti, in particolare, sono l’anima dell’Italia degli anni ’50, così come l’ha interpretata il Neorealismo. Un paese che usciva miseramente dalle ferite della guerra, ma si preparava a guardare con fiducia il futuro. Tre volti che hanno lasciato traccia nella storia: Anna Magnani, con il suo sguardo perso nel nulla, ritratta al Circeo nel 1950; Pier Paolo Pasolini, davanti ad un vecchio palazzo ornato di panni stesi (Roma 1953) e un Vittorio De Sica appisolato durante le riprese del film Il giudizio universale (Napoli 1961). C’è anche un altro scatto dedicato al regista, Autoritratto con De Sica (Roma 1950). Il futuro è rappresentato dalla Stazione Termini, inaugurata proprio nel 1950, a conclusione del restyling degli architetti Montuori e Vitellozzi. In questo scenario razionalista si scambiano abbracci e addii. Lo sguardo sfiora binari, locomotive, fumo, valigie, ceste di vimini, scatole di cartone. Un futuro, quello del boom economico che si intreccerà – ancora una volta – con un’altra storia, quella dell’emigrazione.

©CultFrame 12/2007

 

IMMAGINI

1 Herbert List. Portofino, Liguria, 1936. ©Herbert List/Magnum Photos/Contrasto
2 Herbert List. Scalini per la Chiesa di Santa Maria Aracoeli. Roma, 1949. ©Herbert List/Magnum Photos/Contrasto


INFORMAZIONI

Dal 22 novembre 2007 al 17 febbraio 2008

Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli / Piazza del Campidoglio, Roma / Telefono: +0682059127

Orario: martedì – domenica 9.00 – 20.00 / chiuso lunedì

Biglietto: intero 4,50 euro / ridotto 2,50 euro

A cura di Alessandra Mauro (Contrasto), Peer-Olaf Richter (Herbert List Estate)

Catalogo: Contrasto

 

LINK

Musei capitolini di Roma

Agenzia Contrasto