Voom Portraits. Mostra di Robert Wilson

bob_wilson-johnny_deppUn raro gioiello di chiesa gotica, in passato spesso chiusa, un maestro delle arti performative (Bob Wilson) e un caleidoscopio di ritratti/mondi bellissimi: Voom Portraits è una meraviglia dentro l’altra. La mostra, ospitata nella cappella Donna Regina del MADRE e inaugurata a gennaio 2007 a New York (Paula Cooper, Phillips de Pury), è poi transitata a Los Angeles. Sarà oggetto di uno streaming televisivo per il canale Gallery HD, curato da Voom HD Networks, la società americana che ha supportato l’artista con la strabiliante tecnologia in alta definizione necessaria a Wilson per realizzare questo progetto, che lo stesso artista ha spiegato di aver presentato qualche anno fa anche al capo della Sony in Giappone, Akio Morita, ma i tempi non erano ancora maturi: “Vedrà, tra pochi anni, quel che chiede sarà realtà!” venne risposto all’artista che cercava proiezioni (e quindi schermi di supporto) in grado di rimandare immagini costruite in verticale. I video-ritratti in mostra, in tutto trentasei, sono stati sistemati da Wilson stesso nel chiostro e nella navata centrale della chiesa con un ordine nient’affatto casuale. Innanzitutto arrivare alla chiesa è una esperienza di per sé sofisticata e assai gradevole. Si attraversa da parte a parte il palazzo Donna Regina, sede del museo MADRE (ristrutturato da Alvaro Siza), e si esce alle sue spalle, non dopo aver superato il chiostro interno (sede a sua volta di mostre open air). Un sottile cancello divide il museo dalla chiesa e la stessa si compone di due parti (un chiostro e la cappella vera e propria) finemente affrescate.

Voom Portraits affonda le sue radici in Video Fifties, un lavoro che Wilson affronta negli anni ‘70 e che ha avuto la forma del ritratto. I primi ritratti ad accoglierci sono otto rane, alcune delle quali striate di rosso perché emozionate o spaventate. La coloritura intensa che l’animale acquisisce, di solito per pochi attimi, è esaltata dallo schermo ultrapiatto e verticale che rende l’immagine una vera e propria estasi cromatica, da rimirare nelle sue flebili mutazioni: si tratta di ritratti video, cioè in movimento. Ogni ritratto, infatti, ha una durata variabile (da pochi secondi a 20 minuti, montati in loop) e un’ambientazione a se stante (scena, costumi, azione, musiche originali e recitazione, spesso offerta dalla voce di Wilson stessa). Ciascun video delle rane, offre l’animale immerso nella rugiada, con musiche di Bach e variazioni di Goldberg: l’esecutore è Glenn Gould.

 

bob_wilson-otto_rane

 

 

La navata della chiesa è divisa in tante piccole stanze, in cui l’artista stesso nel giorno dell’opening (assai interessato alle impressioni del pubblico, a cui ha più volte chiesto quale ritratto preferisse) invita ad entrare e permanere a volontà: ritratti di persone famose (attori, regine, poeti e artisti) si intervallano a qualche uomo comune (un meccanico), oppure ad altri animali come i porcospini o i gufi delle nevi. Le strade e chi le attraversa, così come gli animali, sono i soggetti preferiti di Wilson.

Brad Pitt, in boxer bianchi, si lascia bagnare da pioggia fitta, per poi dirigere una pistola contro lo spettatore e sparare. La pistola è ad acqua, il ritratto è del 2004. L’artista recita alcune battute e come per gli altri video, l’ambientazione è stata decisa da Wilson insieme al soggetto ritratto. “Non mi interessa molto la fretta, ma piuttosto la pausa e l’osservazione. L’ho imparato quando ho avuto la gioia di conoscere Raymond”, esordisce Wilson in una conferenza stampa affollata di autorità politiche e senza question time per la stampa. Prima di iniziare a parlare, il maestro è stato pochi minuti in silenzio ad osservare la platea e in molti hanno sperato che egli non proferisse verbo, per amplificare la sua statura e levarla su spesso miserevoli condizioni di vita che affliggono la città in cui la sua mostra è ospite.
Raymond è un ragazzino di colore che Wilson, molti anni orsono, salvò dalla polizia che lo picchiava per futili motivi. Sordomuto e senza famiglia, Raymond è stato affidato all’artista dopo complicate vicende processuali e da lui Bob Wilson dichiara di aver appreso molte delle cose che ha trasfuso poi nel teatro e nelle arti visive.


bob_wilson-steve_buscemiTornando ai ritratti, reputiamo prezioso quello di JT Leroy (lo scrittore fantomatico in Italia pubblicato da Fazi). Il suo è un ritratto muto, senza recitazione, sottolineato appena da musiche originali di Lou Reed. Bob ha tenuto a precisare che ha fatto quel ritratto quando non sapeva ancora che sesso avesse JT (era il 2006) e appena prima che si scoprisse che la sua storia era tutta una montatura. E la sua vena creativa gli aveva suggerito di fare appunto un ritratto muto. Non è possibile non amare Isabella Rossellini, che, con musiche di Henri René arrangiate da Peter Cerone, viene impersonata dalla voce di Bob Wilson stesso. Vestita come un fumetto e truccata con lunghi capelli biondi e cerone bianco, la Rossellini fa il mimo, seduta su un cubo. E ancora, uno straordinario Johnny Depp che, su musiche di Hans Peter Khun, legge testi di TS Eliot e Heiner Miller con la voce di Wilson. Sean Penn, invece, volta le spalle a Brooklyn ed è sotto l’omonimo ponte. Fuma silenzioso, senza battute né commento sonoro, una sigaretta e non si volta mai verso la camera. Dita von Teese, rimane quasi immobile su un trapezio da circo, con il suo corpo statuario in posa ovviamente scultorea (Bob Wilson ha detto a CultFrame che è uno dei suoi ritratti preferiti).
Willem Dafoe, la principessa Carolina di Monaco, Farah Diba, Mikahil Baryshnikov, Wynona Ryder, Allan Cumming, Peter Stormare, Norman Paul Fleming, Gabriella Maione, Steve Buscemi, Isabelle Huppert: tutti questi ritratti sono in qualche modo sovrastati dal poeta cinese Gao Xingjian, che Wilson mette sull’abside della chiesa. Un volto ovale e calmo, con pochi guizzi (solo qualche sbattere di palpebra) occupa lo schermo. Sulla sua pelle è scritta a matita nera la frase: “La solitudine è la condizione necessaria della libertà”.

©CultFrame 10/2007

 

IMMAGINI

 

1 Bob Wilson. Johnny Depp, attore, 2006. Musica di Hans Peter Khun. Testi di TS Eliot e Heiner Mueller. Voce di Robert Wilson. Courtesy of VOOM HD Networks and Robert Wilson

2 Bob Wilson. Otto Rane, 2006. Musica di JS Bach. Variazioni Goldberg eseguite da Glenn Gould. Courtesy VOOM HD Networks and Robert Wilson

3 Bob Wilson. Steve Buscemi, attore, 2004. Musica di Michael Galasso. Courtesy of VOOM HD Networks and Robert Wilson

 

INFORMAZIONI

Robert Wilson – Voom Portraits

Dall’11 ottobre all’8 dicembre 2007

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina / Via Luigi Settembrini 79, Napoli / Telefono: 08119313016

Lunedì, mercoledì, giovedì, domenica 10.00 – 21.00 / venerdì e sabato 10.00 – 24.00 / chiuseo martedì

Biglietto: intero 7,00 euro / ridotto 3,50 euro / lunedì ingresso libero

 

LINK

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina, Napoli