Sculture di linfa. Mostra di Giuseppe Penone. Il nuovo Padiglione Italiano. 52a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia

giuseppe_penone1Intervistata da Flavio Albanese, nuovo direttore del magazine Domus per lo speciale canale di web tv in diretta dal vernissage della biennale, Ida Gianelli (curatrice del museo di Rivoli e quest’anno curatrice del primo padiglione Italiano alla Biennale d’arte) dice che ha scelto due artisti così diversi, Giuseppe Penone e Francesco Vezzoli, perché il luogo espositivo destinato all’Italia è scisso in pratica a metà. Si tratta di poco più di 1000 metri quadri ricavati da una ex carbonaia, già sperimentati alla X Biennale Architettura: anche lì lo spazio sembrava claustrofobico (complice un’aerazione veramente difettosa), ma stavolta il confronto – a tratti scontroso – di due linguaggi così antitetici, dona allo spazio una regalità di cui è assolutamente privo e che invece molti desidererebbero, visto che la palude del sistema dell’arte italiano potrebbe superarsi anche grazie ad una metafora di un bel padiglione nazionale alle Biennali.

Giuseppe Penone – storico artista italiano che vive all’estero, esordisce con la sua prima mostra nel 1968 – rende omaggio alla tradizione avanguardista e supera la forma tradizionale della scultura per approdare ad uno spazio-essenza, che viene declinato con una precisione ed una maestria della forma uniche. Meravigliose, aggiungiamo. Il padiglione Italia non è ai Giardini, ma è alle Tese (in fondo all’Arsenale). Entrando nello spazio, due grossi tronchi danno il benvenuto alla metà di padiglione interpretato da Penone. Sculture di Linfa è un’installazione che si esercita su qualsiasi direzione lo sguardo prenda. E si espande su qualsiasi attributo dello spazio: orizzontale, verticale, spessore, prospettiva. Oltre che dilagare sul concetto stesso di ricordo, di emozione, di struttura. Di passato. Di futuro e di memoria.
Sculture di Linfa parla dell’attenzione dell’artista – già manifestata in spazi espositivi pubblici e privati – alla natura e ai suoi fenomeni, di volta in volta tradotti o raccontati facendo un uso spregiudicato e non convenzionale di tecniche tradizionali di disegno e scultura.


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Alle Tese, Penone inizia ad impossessarsi del marmo che fa da pavimento alla stanza, imprimendovi le venature e le escrescenze tipiche della corteccia d’un albero. Come di corteccia intesse le pareti (una corteccia bruna fatta di cuoio e pelle che dona all’ambiente un forte odore). Al centro della sala, un esile totem di legno accoglie – in un’unica e decisa fessura centrale – la resina/linfa – materia insieme onirica e di senso che l’artista ha costruito attorno al pubblico. Nulla viene trascurato e nulla viene risparmiato allo spettatore che, mentre cammina sulle venature che percorrono il suolo, viene attratto dal sentore di resina che si oppone alla trama olfattiva della pelle conciata e torna, allora, ad accarezzare i tronchi dell’ingresso – per scoprire che non sono fatti di legno ma anch’essi sono di pelle. Tutto immerge e porta alla linfa: le venature profonde e il colore scuro della resina accolta dalla fessura. Oltre la scultura, mai in modo vuoto o celebrativo, per donare una fortissima esperienza dei cinque sensi. Diritta all’essenza del processo di conoscenza e di rappresentazione.


giuseppe_penone3Guseppe Penone è nato a Garessio nel 1947 e lavora tra Torino e Parigi. Sin dagli esordi, il suo lavoro si distingue per la scelta radicale dei materiali non convenzionali, per l’adozione di una pratica processuale e per l’attenzione ai fenomeni della natura. Nella sua prima mostra, una personale a Torino nel 1968, espone opere realizzate con piombo, ferro, cera, pece, legno, gesso e iuta, alcune delle quali comportano l’azione di elementi naturali. Ha esposto nelle più importanti gallerie e musei mondiali e il suo lavoro è contraddistinto dalla ricerca per serie artistiche, che sono caratterizzate da un soggetto e da un particolarissimo metodo di ricerca e trasformazione in opera del denso significato costruito attorno ad esso, riflettuto, esperito e mostrato per diversi anni in contesti che di volta in volta arricchiscono la ricerca stessa.

Nel 1969, invitato da Germano Celant a contribuire al volume Arte Povera (Mazzotta, Milano) pubblica Alpi Marittime (1968), un insieme di fotografie che testimoniano le azioni dell’artista in un bosco, con l’intento di interagire con il processo di crescita degli alberi.

Suoi esemplari di Alberi sono stati esposti allo Stedelijk di Amsterdam (1980), al Castello di Rivoli (1991). Oppure all’aperto (Pozzo di Munster, 1987; Giardino della Tuileries, Parigi 1999-2000). Altre celebri opere, come Pelle di cedro, vengono esposte per la prima volta all’antologica che il Centre Pompidou (Parigi) dedica all’artista nel 2004. Tra le altre, sue personali sono state esposte alla Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden (1978), alla galleria Konrad Fischer (Dusseldorf, 1981), al Museum of Contemporary Art (Chicago, 1984), al Musée d’Art moderne de la Ville de Paris, da Marian Goodman (New York, 1985), ai musei di Nimes, Triburg e Trento, alla galleria Tucci Russo, al Museum Kurshaus (Kleve).


©CultFrame 09/2007

 

 

INFORMAZIONI

Sculture di linfa. Mostra di Giuseppe Penone

Dal 10 giugno al 21 novembre 2007

Il nuovo Padiglione Italiano / Tese delle Vergini, Arsenale, Venezia / Telefono : 0415206766

Tutti i giorni 10.00 – 18.00 /chiuso martedì /

Biglietto: Intero 15,00 euro / Ridotto: 12,00 euro

Cura: Ida Gianelli

 

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Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia