Incontro con Joel e Ethan Coen. Napoli Film Festival. IX Edizione

joel_ethan_coenJoel ed Ethan Coen sono forse i fratelli più amati del cinema. Quelli che hanno fatto bere a mezzo mondo il white russian o costretto più di un fumatore di tabacco a cercare le splendide pinzette reggisigaretta (per sentirsi tanto stra-cult come il protagonista di The Big Lebowsky). Hanno fatto sognare anche tutti i romantici del noir e gli amanti degli angoli di America nera perché oscura… (The Man Who Wasn’t There), oppure quelli che vintage lo sono dentro (The Hudsucker Proxy). Per non parlare delle colonne sonore dei loro film. Amore senza confini. I due newyorkesi di adozione sono nati nell’universo dei loro sogni di celluloide, il Midwest (Minnesota). Joel è il maggiore e ha studiato cinema, mentre Ethan si laurea in filosofia a Princetown (e ha scritto racconti, pubblicati anche in Italia). Entrambi sono sposati con donne con cui condividono anche la vita professionale (Joel con la musa ispiratrice del cinema americano Frances McDormand; Ethan con la montatrice Tricia Cooke).

Nel torrido inizio d’estate napoletano tra emergenze rifiuti ed afa che insieme mal si conciliano, sono stati gli ospiti d’onore il 19 giugno a Napoli in occasione delle serate conclusive della IX edizione del Napoli Film Festival (NFF). Fortuna che il festival si tiene nel salotto buono della città, nei pressi di via dei Mille: iniziato il 13 giugno, si conclude il 20 quando decreterà i vincitori delle tre sezioni di concorso: Europa, Mediterraneo (lungometraggi); SchermoNapoli Cortometraggi e Documentari (opere di fiction o documentaristiche girate a Napoli o dirette da registi napoletani).


I cineasti statunitensi hanno portato con loro (sul palco) anche dieci minuti in anteprima del nuovo film (No Country for Old Men, Paramount, con Josh Brolin, un irriconoscibile Javier Bardem, Kelly MacDonald) presentato a Cannes e sugli schermi italiani tra febbraio e marzo 2008: un film ancora una volta sull’America profonda, una gang-story in cui i registi si sono liberamente ispirati all’omonimo romanzo (Old Men) del famoso scrittore americano Cormac McCarthy. “Non ci siamo mai parlati con l’autore”, dice Joel. “Forse una volta, quasi al termine della lavorazione”, aggiunge Ethan che dei due è quello che ama soppesare bene ogni parola e ogni sfumatura – mentre Joel duetta generosamente con la moglie Frances, invitata anche lei al dibattito del NFF e prossima a debuttare in teatro (“Broadway!”, dice con una punta di soddisfazione, diretta da Mike Nichols: la pièce diventerà anche un film).

Il concetto che ci passano è che, per loro costume, non erano interessati a sentire la voce dello scrittore perché a loro interessava il film e del resto, se avesse parlato con loro, Corman McCarthy avrebbe continuato ad essere solo interessato al suo libro, chiosa Ethan. Come mai hanno fatto questo film?, si chiede un po’ per tutti Antonio Monda, il giornalista che ha intervistato sul palco i due registi e l’attrice in una divertente e serrata ridda di domande su passato e presente della loro carriera. Ebbene, scopriamo che No country for old men non è stata un’idea che è partita dai fratelli Coen, ma per una volta dal loro produttore, che aveva acquistato i diritti del romanzo e aveva chiesto loro una sceneggiatura, che è poi divenuta un attesissimo road-noir movie dal finale, a quanto pare, molto duro.


joel_ethan_coen-no_country_for_old_men1Al NFF scopriamo dei Coen giovani, lievemente abbronzati, assolutamente antidivi. E dalle loro parole li immaginiamo a NY, immersi in biblioteche sconosciute e non posh, oppure in vecchi bar senza maniera – quelli che noi, amanti del genere americano non urlato, pagheremmo per avere nelle nostre agende. Non si sono mai allontanati molto dalla grande Mela. Odiano la cerimonia della premiazione degli Oscar e il party: dicono che non è divertente (solo Ethan, il filosofo, confesserà che lui alla tv la notte degli oscar non la perde mai).

Il primo incontro importante tra i Coen e la McDormand avviene per caso. Cercavano un’attrice per il masterpiece Fargo e avevano in mente Holly Hunter che però a quel tempo era molto impegnata a teatro a Broadway. Siccome Holly e Frances dividevano la casa (al Bronx), allora lei suggerisce all’amica di andare a fare il casting al posto suo. Da lì un film, un oscar e 25 anni di matrimonio con Joel. Ecco, più di ogni altra potente curiosità svelata durante l’agile talk, abbiamo apprezzato l’atmosfera intima di vivere per una sera nelle loro strade, nei loro ricordi, nel loro mood di “amici della porta accanto”.
Questa è stata la gemma dell’appuntamento italiano dei registi USA. Che però hanno anche parlato dei loro film impossibili, come quello (mai realizzato per mancanza di fondi) su Tokyo e la grande sconfitta USA alla II guerra mondiale. Un giovane soldato (Brad Pitt) muore dopo circa 5 minuti dall’inizio della pellicola, che poi procede senza dialoghi. Il budget del film (60 milioni di dollari che mal si sposava con l’artisticità della pellicola) è stato impossibile anche per i Coen-geni (che all’attività di registi, alternano quello di produttori. Loro creature, tra gli altri, Ladykillers e Romance&Cigarettes di Turturro).

I prossimi film quasi pronti sono ben due e attraverso le anticipazioni, scopriamo anche i segreti di Pulcinella della loro lavorazione insieme a qualche chicca. Sono anche montatori dei loro film (sotto pseudonimo: troppe volte Coen nei titoli di coda gli dà fastidio) e fino a tre film fa montavano ancora con la… moviola. “Solo Ken Loach monta ancora così, dice Joel, fortuna che lui trova ancora assistenti: i suoi hanno 85 anni” (…ride).

Ora usano il laptop e avid. Amano la musica più d’ogni altra cosa o quasi (Frances il rock, Ethan il bluegrass americano, Joel soprattutto la musica imprevedibile) e secondo il maggiore dei fratelli, il prossimo film sarà da sbanco al botteghino soprattutto per la colonna sonora che i due hanno scelto: un must per i nostri regali di natale. Il “prossimo film” di cui parla non è No Country for Old Men ma è il primo dei due quasi pronti che hanno anticipato al NFF. Si tratta di un film su una comunità ebraica del Midwest e i primi minuti del film sono in yiddish. L’altro film che stanno lavorando non è off, ma è impreziosito da un cast stellare, del calibro di oscar come Cloneey e McDormand o altri come Malcovich. Pochi gli indizi, tranne che si gira a New York ma è ambientato a Washington DC. Sul perché di questa scelta, siamo stati accontentati: “NY è casa nostra, affermano, costa molto meno produrre e abbiamo tutti i contatti. Certo qualche scena andremo a girarla a DC, ma pochissime. Costa troppo girare lì, anche chiedere i permessi necessari alla troupe è un inferno per la questione della sicurezza nazionale.”


Smentita la presunta collaborazione con Michael Moore, che pure era circolata tra gli addetti ai lavori, i due registi sono stati pungolati sul loro soggiorno napoletano. Turisti senza scorta, hanno prediletto le piccole trattorie napoletane dove, pare, gli avventori hanno chiesto discretamente firme e foto ricordo. Incalzati dalle domande, hanno detto che non potrebbero girare mai un film a Napoli. Pur essendo stati troppo poco nella splendida e ferita capitale del sud Italia, hanno detto che sono così “americani nell’animo” per trovare suggestioni filmiche qui. Solo Frances, convinta, ha affermato: “Per avere un ruolo qui, sarei disposta anche a fare una parte muta”.


©CultFrame 06/2007

 

 

IMMAGINI

1 Joel e Ethan Coen

2 Frame dal Film Questo non è un paese per vecchi

 

CREDITI FILM

Film: Questo non è paese per vecchi / Titolo originale: No Country for Old Men / Regia: Ethan Coen, Joel Coen / Interpreti: Javier Bardem, Josh Blaylock, Rodger Boyce, James Brolin, Josh Brolin, Garret Dillahunt, Beth Grant, Woody Harrelson, Tommy Lee Jones, Josh Meyer, Kelly Macdonald, Barry Corbin / Produzione: Paramount Classics, Paramount Vantage, Miramax Films, Scott Rudin Productions / Paese: USA, 2007

 

LINK

Filmografia di Joel Coen

Filmografia di Ethan Coen