Un fotografo burkinabé. Incontro con Jacques Sibiri Ouedraogo

jacques_oudraogoOuagadougou (Burkina Faso). Appuntamento al Méliès, come viene sinteticamente chiamato il Centro Culturale Francese Georges Méliès, che all’indomani della chiusura di Fespaco 2007 -il festival panafricano del cinema e della televisione- ha perso quel sottofondo di voci e di confusa animazione. Jacques Sibiri Ouedraogo è un giovane fotografo burkinabé, è nato a Ouaga -dove vive- nel 1975, anche se la sua famiglia è originaria di Ziniaré, lo stesso villaggio del presidente Blaise Campaoré.

Ha con sé due attestati, quello dell’agenzia fotografica con cui collabora -L’Oeil di Ouaga’- e quello del breve workshop che ha frequentato nell’estate 2006, organizzato dal Sindacato Nazionale dei Fotografi e Reporter del Burkina Faso con il patrocinio del Ministero della Cultura, delle Arti e del Turismo. “E’ la prima volta che è stato organizzato un workshop di fotografia a livello istituzionale” -afferma Jacques- che ha iniziato a fotografare nel 1996. Una scelta dettata dalla necessità di trovare un mestiere, perché finite le scuole dell’obbligo la sua famiglia non aveva i soldi necessari per poterlo iscrivere al liceo. “Mio cognato ha un laboratorio fotografico qui a Ouaga, così ho iniziato a lavorare con lui”.

 
A differenza del cinema, che ha avuto uno sviluppo incredibile in Burkina, sia a livello di produzione che di diffusione, come dimostra -appunto- una manifestazione internazionale come Fespaco, giunta quest’anno alla sua 20a edizione, la fotografia è un terreno del tutto inesplorato in questo paese dell’Africa Occidentale. Non ci sono scuole, né riviste specializzate, piuttosto rare anche le mostre, spesso organizzate proprio dal Centro Culturale Francese. L’unico genere di fotografia che si fa è il reportage, accanto ai servizi di matrimoni, battesimi, funerali e cerimonie varie.

Anche Jacques Ouedraogo di solito fa reportage collaborando come free lance con testate locali quali Sidwaya e L’Observateur. Scatta le sue foto con una Canon analogica vecchio modello, su cui é montato un obiettivo 28-70. Il digitale è ancora raro in Burkina e, quando proprio è necessario, Jacques prende in affitto una piccola camera digitale amatoriale. Tra i fotografi del suo paese che ammira cita Eric Congo, attivo soprattutto nel settore del reportage e Paul Kaboré, che dalla fotografia è passato al cinema.
Accendiamo il computer portatile che ci siamo fatti prestare e guardiamo insieme alcune sue fotografie che ha appositamente scansionato. Tra gli scatti del 2003 c’è anche quel bel panorama del barrage del suo villaggio subito dopo la pioggia: questa immagine ha partecipato all’unico concorso fotografico organizzato dal Ministero della Cultura. Ci sono anche le foto che documentano il lavoro della pittrice Blanche Ouedraogo e quelle dedicate alla musica, con i ritratti di vari cantanti e musicisti tra cui Yaleen, il più famoso gruppo rap del paese. Ancora inedito il lavoro sulla danza contemporanea, realizzato nel maggio 2006 -qui al Méliès – in occasione di Fétar, il Festival degli artisti. “Mi piace molto la danza contemporanea,” -dice il fotografo- “Ma mi interessa anche la danza tradizionale che è un’arte molto importante nella cultura burkinabé”. La sua idea è quella di creare un archivio specializzato in questo settore, avendo già collezionato un discreto numero di immagini dedicate alle maschere -alla base del culto animista- e a canti e balli tradizionali. “Esistono vari festival in Burkina, che vanno a vedere anche molti stranieri, come il Festival di maschere tradizionali di Poni, un villaggio a circa sessanta chilometri da Ouaga e il Festival di Wouiré.”


E’ piuttosto raro che Jacques Ouedraogo fotografi in bianco e nero, come tutti i fotografi di qui usa quasi esclusivamente la pellicola a colori. Una scelta determinata dalle tendenze: alla gente del Burkina non piacciono le foto in bianco e nero, e poi è sempre più difficile sia trovare le pellicole che i laboratori che sviluppano e stampano in bianco e nero, essendo tutto in mano ai Photo Service.

Un sogno nel cassetto ce l’ha, questo giovane e determinato fotografo, diventare un grande fotografo specializzato nella fotografia d’arte.

 
©CultFrame 05/2007

 

IMMAGINE

Jacques Ouedraogo. Il barrage di Ziané dopo la pioggia, 2003. ©Jacques S. Ouedraogo