Vedovamazzei. Retrospettiva

vedomazzei-short_sighted_mirrorIl MADRE di Napoli ospita una retrospettiva di uno dei duo artistici (napoletani) più in vista nel panorama contemporaneo: Vedovamazzei (Stella Scala e Simeone Crispino). Emigrati (trasferiti per lavoro, direbbero?) a Milano (per iniziare furono galvanizzati dentro una piccola fucina di stelle che è l’associazione ViaFarini), i due artisti, si diplomarono all’Accademia napoletana e aprirono – proprio nei pressi di Largo Donnaregina – il loro primo studio.

Il nuovo museo si trova nello stesso luogo, un isolato affascinante e deturpato da edilizia abusiva (secca come un prop di Serra): schiacciato tra S. Giovanni a Carbonara e Via Duomo. Come altre parti di Napoli, anche intorno al MADRE, nel cuore della città greco-romana, si gioca alla rinascita. Greatest Hits, la retrospettiva di Vedovamazzei è commentata da uno splendido cahier (un agile giornale catalogo che riecheggia quelli del Palais de Tokio sebbene più ricco di grafica). Occupa la grande e le piccole sale al piano terra, mentre al secondo piano vi sono i prestiti permanenti e le opere site-specific. Al terzo, la personale di Bruce Nauman prodotta dalla Tate Liverpool (fino all’8 gennaio). Il MADRE ha anche un bookshop, aperto da pochissimo. Non si sa quando, avrà anche un meraviglioso giardino pensile sul tetto, mentre ha già uno splendido cortile a pianta rettangolare al momento inutilizzato. Il restyling del palazzo è firmato da Alvaro Siza.


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La mostra ospita 20 lavori, nove dei quali recenti ed ancora in mano agli artisti. Il restante appartiene a collezioni private e a gallerie, tra cui due tra i più intensi dei lavori in mostra, posseduti dalla napoletana Umberto di Marino Arte Contemporanea, con cui ora Vedovamazzei espone. Si tratta di Ruben e Please don’t let me be misunderstood 2. Entrambi sono nel salone centrale, quasi un caveau dei tesori che restituisce in un sol colpo d’occhio la cifra stilistica di Vedovamazzei. Ruben è un acquerello su carta intelaiata: un giovane siede su un divano giallo ocra posto in verticale – i contorni della figura sono determinati dal puro colore come se il gesto pittorico si sostanziasse nel pigiare sulla carta l’emozione pura, solo quella necessaria, del segno.

Please don’t let me be misunderstood 2 è uno scaffale con libri d’uso comune, come gli elenchi del telefono, che sono riletti – ed impreziositi – da decorazioni (pennarello, ricamo, incisioni) che assomigliano ai gesti innocenti che si fanno per evadere dalla noia. La superficie che gli artisti hanno deciso di “lavorare” è tutta la superficie dei libri sistemati sulla stessa mensola. Una sola linea di cui si appropriano innocenti eppure assai decisi ed autarchici. Una metafora esplicita del singolare percorso artistico del duo: indagare l’inanità dell’uomo di fronte alla selva contemporanea, impersonando ironici e acuti addomesticatori delle selve o coloro i quali tentano di salvarsi attraverso la maraviglia, la finzione sapiente del reale.

I Vedovamazzei sono un esempio (di successo) di arte politica, cioè incentrata sui temi di più scottante attualità (quelli che riguardano, insomma, tutti).

Bojiika (2006), installazione al neon multicolore che giustappone le lettere per rendere difficile la lettura della parola/titolo/totem/insegna, è un’opera dedicata ad un omonimo piano di Al Qaeda di esplosione in volo di aerei USA. Milioni di morti fanno meno male di una zampa ferita (2006) domina un quarto dello spazio della sala grande: 7 poltrone da robivecchi in cui le parole/titolo sono incise e retro illuminate. Simbolizza l’egoismo che erode ruolo e peso della collettività.

 

vedomazzei-duck_on_the_rockDon’t take Your Guns To Town (2006, 3’55”) è un video sulla stupidità e futilità della morte oggi. Girato con un videofonino, ritrae una storia e una successione di fiori colorati in texture low-fi. Climbing (2000), l’opera che accoglie i visitatori all’ingresso del museo, è un gigantesco lampadario tondo su cui è poggiato un sacco a pelo haute-couture: un prezioso rifugio per homeless, come suggeriscono gli autori. Vedovamazzei non ci fai paura abbiamo il colpo in canna senza la sicura! (1994) è una delle opere meno recenti in mostra (insieme a Maschere, del 1992, volti in cartone di Stella e Simeone): risente del refluo della cultura dominante che avrà imperato, chissà quanto permeandoli, l’adolescenza degli artisti. Una sfera di cristallo, di quelle che si trovano al mercato e se le capovolgi viene giù la neve, contiene dei manifestanti che protestano con lo striscione/titolo dell’opera. Le sale piccole accanto vi perderanno in mille rivoli fatti di oggetti reinventati e dotati di un senso sociale e insieme intimo. La coppia tavolo-sedia a cui vengono modificati i piedi fino a rassomigliare a vere e proprie articolazioni, posture organiche in movimento (Milonga, 2005). E Monviso (2000): un cucchiaino con polvere bianca che assomiglia ad una montagna. Fino a A modest voice (2006), installazione audio che diffonde il ronzio musicato della zanzara dello studio degli artisti) e Dadadandy, progetto londinese (opera d’arte e insieme agenzia) che ha un multiplo degli artisti (e di altri, come l’italiana-londinese Elisa Sighicelli).


Questa mostra affonda poco nel viscerale rapporto di Vedovamazzei con la scienza. Sembra prediligere, con uno splendido risultato emozionale, la esclusiva e potentissima vena pittorica degli artisti, consentendo ad un visitatore a digiuno della loro poetica di addentare immediatamente il valore di questo mezzo espressivo così rituale ed ossessivo per Stella Scala e Simeone Crispino.


©CultFrame 12/2006

 

 

IMMAGINI

1 Vedovamazzei. Short Sighted Mirror 2, 2004. Specchio, motore, ferro

2 Vedovamazzei. For Once My Life, 2004. Neon, plexiglas (dettaglio)

3 Vedovamazzei. Duck-on-a-Rock, 2006. Ferro, capelli. Courtesy gli artisti

 

INFORMAZIONI

Vedovamazzei Retrospettiva

Dal 18 novembre 2006 al 22 gennario 2007

Museo MADRE – Museo D’Arte Donna Regina / Via Settembrini 79, Napoli / Telefono: 08119313016

Lunedì – giovedì e domenica 10.00 – 21.00 / Venerdì e sabato 10.00 – 24.00

Biglietto: Intero 7,00 euro / Ridotto 3.50 euro

Cura: Mario Codognato / Catalogo: Electa / 25,00 euro

 

LINK

Dadadandy di Vedovamazzei

Museo MADRE – Museo d’Arte Donna Regina, Napoli