Teoria e storia della fotografia. Un libro di Rosalind Krauss

Rosalind KrausOgni disciplina artistica è studiata contemporaneamente su due fronti: quello storico e quello critico. Tale suddivisione è però spesso troppo rigida e ingiustificata. Cosa vuol dire, infatti, storicizzare una forma d’arte senza analizzare l’evoluzione del linguaggio che sta alla sua base? Ed ancora: che senso ha decodificare un’opera senza contestualizzarla in un ambito storico?

Queste due domande sollevano problematiche non sempre gradite, eppure indicano una questione teorica centrale che va senza dubbio affrontata.

Tale discussione riguarda ancor di più “giovani” discipline come il cinema e la fotografia che stanno ancora oggi generando intorno a loro un sistema compiuto di studi che possa consentire di comprendere a pieno non solo la loro natura linguistica ma anche la loro collocazione nella realtà storica in cui sono nate e si sono evolute.

In tal senso, un testo di fondamentale importanza, diretto soprattutto agli addetti ai lavori, è quello intitolato Teoria e storia della fotografia, firmato dalla docente di Arte Moderna e Contemporanea presso la Columbia University di New York Rosalind Krauss.

Già autrice di altri testi basilari per la teoria dell’espressione fotografica, Krauss è senza dubbio un’intellettuale lucida e capace di addentrasi analiticamente in territori non sempre facilmente digeribili.


Il punto di partenza del suo discorso è tutto sommato semplice: non è possibile studiare la fotografia senza allargare il campo di indagine ad elaborazioni filosofiche e senza fornire alla fotografia stessa una sua specificità andando a mettere a fuoco punti di contatto e di rottura con l’arte e la sua storia.
Già nella prefazione, firmata da Elio Grazioli, leggiamo qualcosa di molto significativo: “la fotografia… è maldifesa dalla gran parte dei suoi professionisti che ne parlano ancora con argomenti quasi esclusivamente tecnici o criteri estetici del tutto compassati”. Tale sacrosanta constatazione si collega idealmente ad un’altra che Rosalind Krauss ha inserito nella sua introduzione e che è stata effettuata da Roland Barthes: “La foto mi colpisce se io la tolgo dal suo solito bla-bla: tecnica, realtà, reportage, arte, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva”.
Queste due frasi dettano la linea culturale intorno alla quale l’autrice dei saggi raccolti nel libro distende un’analisi di grande spessore culturale che non si limita comunque a percorrere astratti tragitti teorici. Anzi, l’operazione compiuta dalla studiosa è fortemente connessa ad esempi concreti, legati finanche a singole opere fotografiche decrittate e inserite in un quadro teorico molto ampio. Si va così da Nadar a Duchamp, dalla fotografia surrealista a Stieglitz, fino ai nudi di Irving Penn.


Da notare che l’ultimo capitolo, intitolato Nota sulla fotografia e il simulacro fornisce un esempio concreto riguardo la posibile “sprovincializzazione” della fotografia in ambito culturale. Viene infatti ricostruita l’esperienza dell’emittente francese FR3 che nel 1983 realizzò un programma (sotto la direzione della cineasta Agnès Varda) denominato Une Minute pour une image. Si trattava di una trasmissione della durata di un minuto in cui un’immagine veniva commentata da una voce fuori campo che apparteneva di volta in volta a un’intellettuale non legato direttamente alla critica o alla pratica della fotografia.


Un esperimento esemplare di profondità concettuale che non sarebbe male riprendere anche oggi.


© CultFrame 09/2006

 

CREDITI

Teoria e storia della fotografia / Autore: Rosalind Krass / Editore: Bruno Mondadori, 2000 / 240 pagine / 65 immagini in bianco e nero / 21,90 euro / ISBN: 8842493279

 

SUL WEB

Casa editrice Bruno Mondadori

 

INDICE DEL LIBRO

Prefazione di Elio Grazioli / Introduzione
Parte prima: Esiste un oggetto di pensiero rispondente all’espressione “Storia della fotografia”?
1. Sulle tracce di Nadar / 2. Gli spazi discorsivi della fotografia
Parte seconda: La fotografia e la storia dell’arte
3. L’Impressionismo: il narcisismo della luce / 4. Marcel Duchamp o il campo immaginario / 5. La fotografia come testo: il caso Namuth/Pollock / 6. Fotografia e Surrealismo
Parte terza: La fotografia e la forma
7. Stieglitz: equivalenti / 8. I nottambuli / 9. A proposito dei nudi di Irving Penn: la fotografia come collage
Parte quarta: A fronte della fotografia
10. Corpus delicti / 11. Quando vengono meno le parole / 12. Nota sulla fotografia e il simulacro
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