Il permesso di crescere. Un libro a cura di Sandro Iovine

sandro_iovine-permesso_di_crescereCosì come per ciò che concerne tutte le forme di espressione che hanno a che fare con l’immagine, esiste una dimensione comunicativa e creativa di fronte alla quale la riflessione critica, puramente teorica, deve arretrare per lasciare spazio ad un approfondimento legato strettamente ai contenuti, e al loro valore sociale.
Se nel cinema tale operazione risulta abbastanza facile (connessa soprattutto alla sfera del documentarismo e del cosiddetto cinema di impegno e/o militante), per quel che riguarda la fotografia il problema è più complesso, poiché l’equivoco generato dal reportage, forma mitizzata dalla fotografia contemporanea, spesso porta a confondere le acque, facendo passare un lavoro di pura speculazione sulla sofferenza altrui come espressione di tipo filantropico.

Ebbene, questo non è il caso di una mostra, allestita a Varese e testimoniata dal libro fotografico intitolato Il permesso di crescere, mostra e libro elaborati da ben quattro autori (Claudio Argentiero, Giovanna Daverio, Anna Sculli, Bruno Taddei) e curati dal critico Sandro Iovine.

L’esposizione e il volume sono stati realizzati per celebrare i venticinque anni di attività del Centro di Formazione Professionale e Inserimento Lavorativo (CFPIL), una organizzazione che si occupa di inserire nel mondo del lavoro giovani disabili.


Cinquanta immagini fotografiche compongono un percorso lucido ed emozionante, ma soprattutto privo di retorica e pietismi. I giovani fotografati hanno compiuto un tragitto di inclusione nei meccanismi della società, tragitto che rappresenta un risultato di straordinaria portata sociale.

Il libro, in particolar modo, si compone di una sequenza visuale sostenuta da brevi testi e didascalie che forniscono al lettore delle indicazioni utili a comprendere l’importanza di questo progetto.
Tra gli scatti che più ci hanno colpito vi è quello di un giovane che è seduto dentro un autobus. Sembra un’immagine qualsiasi e invece apprendiamo dal testo a lato che “uno dei primi obiettivi del percorso formativo, che di solito spaventa molto i genitori, è raggiungere il Centro con i mezzi pubblici”. Ebbene, tale affermazione ci fa comprendere come il contenuto della fotografia di cui abbiamo appena parlato possieda un valore umano e sociale talmente alto da porsi al di là di ogni possibile elucubrazione sulla fotografia.
Se un senso può avere questa disciplina creativa, può essere certamente quello di testimonianza, non tanto della realtà in sé quanto piuttosto dello spessore di tutte quelle iniziative che possono aiutare tutti (abili e disabili) a vivere in armonia con il presente, senza discriminazioni e pregiudizi.


©CultFrame 07/2006

 

CREDITI

Il permesso di crescere / Cura: Sandro Iovine / Immagini: Bruno Taddei, Claudio Argentiero / Testi: Anna Sculli, Giovanna Daverio / Editore: Provincia di Varese-Agenzia Informativa, 2006 / 95 pagine