Iavaivoi. Un libro di Franco Carlisi

franco_carlisi-iavaivoiIavaivoi è un grido, quello urlato da Davide quando deve raccogliere intorno a se gli animali della piccola fattoria in cui vive. Iavaivoi è il titolo di una storia che parla d’amore, di situazioni a noi lontane, vite legate a tempi e ritmi che la civiltà sta lentamente sradicando.

Sono Anna e Davide i protagonisti dell’ultimo libro di Franco Carlisi, una storia di per sé quasi banale, l’incontro ad una festa di paese, le nozze, la loro esistenza nella campagna di Agrigento; una storia come tante se non fosse che il loro presente rappresenta il nostro passato. Carlisi, nato in provincia di Agrigento, gira nelle sue terre per fissare, nel modo a lui più congeniale, la memoria, registrare visioni familiari che si affacciano spesso nella mente e che spingono, quasi obbligano, l’autore a rendere tangibili, concrete e condividerle.

Come in Altari di Sassi non è il reportage che emerge dalle immagini ma il concretizzarsi di fantasmi, presenze adombrate che, nonostante l’apparenza drammatica, non incutono paure e riportano il nostro pensiero a qualcosa di familiare, una trasposizione del nostro ricordo.


Franco Carlisi lavora da sempre in bianco e nero, una scelta di stile, di linguaggio che abbandona in questo libro per aprirsi ad una sperimentazione a nostro avviso riuscita. Il volume si apre con immagini in bianco e nero, rappresentazione del prima, le fasi del matrimonio, la festa, la fine di qualcosa, l’inizio di una nuova vita. Viene però da chiedersi se la nuova vita sia legata solo alla storia dei protagonisti o se invece sia un momento di crescita vitale per tutti gli attori, includendo in questa narrazione anche il percorso artistico di Carlisi che non a caso sceglie di passare al colore quando per Anna e Davide inizia una nuova realtà.
Non è facile, per chi è abituato a confrontarsi e a comunicare in bianco e nero, passare al colore. Spesso è deviante, un’entità che disturba, una presenza scomoda che rischia di generare sensazioni incontrollate. In questo caso ci dobbiamo ricredere. Passando da altari di sassi a Iavaivoi la percezione è di piacere, puro godimento. Le forme non si indeboliscono; quella che era visione onirica assume forza, irrompe visivamente collocandosi senza stordire davanti al lettore. Il colore non diventa padrone ma esalta con le sue sfumature le atmosfere notturne, gli interni.


La storia dei protagonisti a volte, passa quasi in secondo piano. La loro è una presenza strumentale, necessaria affinché l’osservatore possa spaziare fra forme riconoscibili al punto da stimolare ricordi persi nel tempo. Ma forse non abbiamo perso nulla, e non c’è nulla da ricordare. Forse, quello che ci manca è semplicemente qualcosa che vorremmo per noi, un banale desiderio di semplicità, ricerca di tempi vitali diversi che Carlisi esalta con delicatezza.


©CultFrame 05/2006

 

CREDITI

Iavaivoi / Autore: Franco Carlisi / Editore: Gente di Fotografia / Formato 35×25 cm. / 112 pagine / 65 fotografie a colori / 29,00 euro / ISBN: 88-88290-07-9