TuttaRoma. Intervista a Martin Parr. FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma 2006

martin_parr1Roma. Laconico e conciso (o solo sbrigativo?), Martin Parr mostra quell’aplomb così tipicamente british, privo però di un qualsiasi sorriso. E dire che di ironia è profuso il suo lavoro, così attento a cogliere il particolare, sempre a caccia di esperienze straordinarie all’interno di situazioni scontate, ovvie, persino banali e grottesche. A Roma il fotografo inglese (è nato nel Surrey, UK, nel 1952) è tornato tre volte – in stagioni diverse – nel corso del 2005, per realizzare il progetto TuttaRoma, curato da Marco Delogu nell’ambito della 5a edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma. “Penso che Parr sia un grandissimo innovatore del linguaggio fotografico. E’ partito studiando il linguaggio classico del reportage che ha saputo personalizzare a modo suo.” – afferma Delogu – “Mi colpisce spesso la sua mancanza di pudore, e il fatto di avere sorpassato una sorta di barriera ideologica; il suo arrivare ad una fotografia senza stilismi che riesce a personalizzare e a difendere con una sua forza.”
Una chiacchierata veloce, quella con Martin Parr, che si svolge in piedi nella sala di Palazzo Caffarelli davanti alle sue grandi stampe – coloratissime – di cui colpisce soprattutto la lucidità descrittiva dei particolari: macchine fotografiche digitali, paccottiglie a forma di colossei in miniatura, ventagli, occhiali da sole, cappellini…


E’ vero che è un collezionista di cartoline? Se ne serve, in qualche modo, nel suo lavoro?


Sì, è vero. Sono una mia fonte di ispirazione soprattutto per i colori.


Sono cartoline antiche o dei nostri tempi?


Entrambe.

Sembra che nel 1988, quando cominciò a lavorare con la Magnum, Cartier-Bresson l’abbia definito qualcosa come un “essere di un differente sistema solare”. Perché?


Dovrebbe chiederlo a lui, ma visto che è morto, non può farlo. Non posso rispondere dato che sono dello stesso pianeta solare!


martin_parr2Si diverte quando lavora?


Si. Adoro il mio lavoro. Non posso quasi credere di venire pagato per andare a curiosare per il mondo.

 
A Roma quale è stata la situazione più ordinaria che ha vissuto come straordinaria?


Per me tutto quello che fanno i turisti è straordinario e, paradossalmente, è anche molto ordinario. Sono particolarmente affascinato dall’uso delle macchine fotografiche e delle mappe. Ma non c’è un episodio particolare di cui parlare.


Quanto tempo si è fermato a Roma per la realizzazione di questo progetto?


Due settimane e mezzo in tre periodi differenti. A luglio, settembre e nel periodo di pasqua.

 
Quando ha scelto di passare al colore, nei primi anni Ottanta, cosa è che le ha fatto rendere conto che il colore le dava di più rispetto al bianco e nero?


Mi è sembrato ovvio usare il colore, perché è la nuova lingua della fotografia moderna, sia per la pubblicità che per le cartoline. Tutto ormai si comunica attraverso il colore.

 
Ha dichiarato di essere stato influenzato da alcuni fotografi, in particolare, Tony Ray Jones, Stephen Shore, William Eggleston, John Hinde… quale è stata l’importanza di ciascuno di loro?


In generale mi hanno influenzato per la professionalità del loro lavoro.


Oggi, invece, c’è qualche fotografo a cui guarda?


Mi piacciono molti fotografi, ad esempio Guido Guidi. In questo momento è pieno di fotografi, ma sarebbe noioso fare una lista dei fotografi emergenti che mi interessano.

 
Rispetto alla sua esperienza personale, dalla Manchester School of Art all’Agenzia Magnum, pensa che oggi sia più difficile la carriera di un fotografo?


Anche se adesso ci sono moltissimi fotografi, ci sono anche molte più strade aperte. Perciò chi fa un lavoro potente può comunque trovare il modo per mostrarlo ed essere pagato per quello che fa.


Ha assistenti o allievi?


Ho un piccolo gruppo di allievi alla University of Wells, dove insegno – anche se solo due giorni per ogni quadrimestre – che segue il mio lavoro.


©CultFrame 04/2006


IMMAGINI

1 Martin Parr. Foto di Manuela De Leonardis

2 Fotografia di Martin Parr

 

LINK

Il sito di Martin Parr

Immagini di Martin nel sito dell’Agenzia Magnum

Il sito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma