Anton Corbijn. The work of director

di Maurizio G. De Bonis

anton_corbijn-work_of_directorUna delle affermazioni più banali che si possano fare su Anton Corbijn è quella secondo la quale viene definito fotografo delle star del rock. Eppure, non si fa che leggere ciò, dovunque, in una sorta di miope minimizzazione del suo complesso lavoro.

Corbijn ha certamente legato il suo nome alla vita artistica di musicisti e band ma non ha mai semplicemente registrato l’evoluzione dell’immagine di gruppi e cantanti (semmai ha contribuito all’evoluzione di questa immagine), ha compiuto un acuto lavoro espressivo utilizzando “icone commerciali” sulle quali ha edificato un mondo visionario di incredibile forza.

La sua carriera, contigua a quella musicale, non poteva che portarlo a realizzare anche dei videoclip.
Il fotografo olandese è stato uno dei maestri antesignani di questo campo audiovisuale, quando ancora altri registi balbettavano (professionalmente) e sperimentavano realizzando video il più delle volte orrendi.

Anton Corbijn ha compiuto invece un lavoro linguistico molto intelligente. Nella prima fase della sua carriera di autore di clip ha impostato tutto sulle sue conoscenze fotografiche, per quel che riguarda l’uso della luce, l’impostazione della inquadrature, l’equilibrio delle immagini. I suoi lavori degli anni ottanta sono caratterizzati da una geniale compostezza formale: inquadrature fisse con alcuni leggerissimi e stabili movimenti di macchina e uso del bianco e nero.

Attraverso questo metodo, il fotografo ha iniziato a studiare il formato audiovisivo breve. Opere come Red Guitar di David Sylvian (1984), Behind the Wheel dei Depeche Mode (1987) e My secret place di Joni Mitchell/Peter Gabriel (1988) hanno segnato il cammino del linguaggio del videoclip che poi, dopo le basi fornite appunta da Corbijn, ha sfruttato a pieno la potenza comunicativa del montaggio, del ritmo interno alle sequenze e delle inquadrature mosse e traballanti.


Lo stile di Anton Corbijn è molto chiaro: narrazione enigmatica, impostazione visiva (sia in bianco e nero che a colori) basata su una luce sfibrata e sgranata, grande robustezza delle inquadrature (studiate fin nei minimi dettagli), sofisticati sistemi dialettici tra sfocature, in primo piano, e sfondo (invece perfettamente a fuoco).

L’autore dei Paesi Bassi è stato palesemente influenzato dalle avanguardie storiche. In particolar modo, dall’espressionismo, per quel che riguarda Dr. Mabuse dei Propaganda (1984) e dal surrealismo, per quasi tutte le sue prove successive. Corbijn, infatti, è affascinato dalle giustapposizioni di elementi reali, accostati in maniera incongruente, dunque secondo un procedimento di stampo surrealista.

Il suo video capolavoro è senza dubbio Heart Shaped Box dei Nirvana (1993). Si tratta di un’opera felicemente visionaria e provocatoria nella quale alcuni fattori di carattere religioso sono collocati in un contesto estetico in cui il colore gioca un ruolo fondamentale.

Il dvd dedicato ai suoi videoclip, pubblicato dalla etichetta PALM, contiene ventisei opere girate tra il 1984 e il 2005, e rappresenta un supporto audiovisivo importantissimo per chiunque voglia approfondire uno studio sulla figura artistica di Anton Corbijn.


©CultFrame 04/2006



I VIDEO
Propaganda “Dr. Mabuse” / David Sylvian “Red Guitar” / Echo and The Bunnymen “Seven Seas” / Golden Earring “Quiet Eyes” / Echo and The Bunnymen “The Game” / Depeche Mode “Behind the Wheel” / Joy Division “Atmosphere” / Joni Mitchell with Peter Gabriel “My Secret Place” / Depeche Mode “Enjoy The Silence” / U2 “One” (director’s cut) / Nick Cave and The Bad Seeds “Straight to You” / Depeche Mode “Walking in My Shoes” / Nirvana “Heart Shaped Box” / Henry Rollins “Liar” / Metallica “Hero of the Day” / Metallica “Mama Said” / Depeche Mode “Barrel of a Gun” / Depeche Mode “It’s No Good” / Herbert Gronemeyer “Bleibt Alles Anders” / Mercury Rev “Opus 40″ / Mercury Rev “Goddess on a Hiway” / Joseph Arthur “In the Sun” / Herbert Gronemeyer “Mensch” / U2 “Electrical Storm” / Travis “Re-Offender” / The Killers “All These Things”


CONTENUTI SPECIALI
Beck and Dave Grohl MTV Promos / U2 The Making of “Electrical Storm” / Some Yo Yo Stuff Excerpt from a film about Don van Vliet aka Captain Beefheart / Travis Love Will Come Through (A home made video with Fran Healy) / Depeche Mode “It’s No Good” tour projections / Palais Schaumburg Hockey (Anton’s first music video) / Front 242 Front by Front / NotNa A documentary about Anton / Inverviste e commenti: With Depeche Mode, Travis, Michael Stipe, U2, Samantha Morton, Metallica, Nick Cave, Echo and The Bunnymen, Mercury Rev, New Order, Joseph Arthur, Kurt Cobain, Herbert Gronemeyer and others

 

CREDITI

Titolo: Anton Corbijn / Collana: The Work of director / Etichetta: Palm Pictures, 2005 / 1 Dvd / 26 video / Extra: interviste, un documentario su Corbijn, The making of / Produttori: Richard Brown, Juliette Larthe / Art Direction: Farrow Design

 

LINK

CULTFRAME. Control. Un film di Anton Corbijn

CULTFRAME. Suffer Well. Videoclip dei Depeche Mode diretto da Anton Corbijn

CULTFRAME. Mark Romanek. The Work of Director

Il sito di Anton Corbijn

Palm Pictures

 

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