Mondi infiniti di Luigi Ghirri. Un libro di Ennery Taramelli

La complessità dell’opera lasciataci da Luigi Ghirri (1943-1992) è cosa nota a chiunque si sia avvicinato alle sue fotografie e ai suoi scritti. Un percorso ricchissimo, nutrito da riflessioni profonde sul senso da attribuire alla ricerca fotografica, anzi all’atto stesso del fotografare, in cui la parabola creativa si lega all’idea di un viaggio disseminato di tracce che vanno di continuo ricordate, reinterpretate e ricomposte. Ci pare di poter affermare con decisione, tuttavia, una volta chiuso il libro di Ennery Taramelli – che fu legata da intensa amicizia all’artista – , che mai come in quest’ampio e sorprendente saggio era stata offerta una lettura totale dell’universo ghirriano così illuminante.


La breve introduzione, il cui titolo fa riferimento a un testo apparso postumo dell’autore, riprende la metafora del viaggio e annuncia al lettore – come il comandante prima dell’imbarco – la rotta tra parole e immagini: sulla scorta di un passo di Huxley, le ricerche di Ghirri sono interpretate come un viaggio illustrato «agli antipodi della mente»: dal Mondo della coscienza personale al Mondo degli archetipi, fino all’Esperienza visionaria e all’approdo al Mondo Prototipo, sede del mito e della religione. Per seguire questo percorso, la storica dell’arte procede in modo al contempo diacronico, proponendo in successione le varie ricerche di Ghirri negli elementi più significativi e restando fedele alle sequenze originali dei suoi libri, e sincronico, rimescolando i passi fondanti di una poetica che si rivela, ancor più, di straordinaria coerenza.
Luigi Ghirri ha dunque pensato la fotografia come “strumento filosofico”, dando vita a un vero e proprio sistema di visione. Di fronte alla difficoltà crescente di “vedere chiaro”, a una realtà sempre meno concepibile come totalità, la fotografia permette di riordinarla al caos producendo nuove immagini attraverso la pratica dell'”arte della memoria”. Questa non è però da intendersi come semplice capacità di ricordare il proprio vissuto, bensì, sulle orme del filosofo nolano Giordano Bruno (peraltro citato a più riprese da Ghirri stesso), anche e soprattutto di “risvegliare la mente che pensa per universali” e attingere al mondo delle idee archetipiche, esponendo poi i frammenti emersi al gioco dell’ars combinatoria, così da spezzare la linearità e l’equivalenza dei momenti temporali per approdare all’inattuale.


Lungi dall’aver messo in piedi un fumoso e pretenzioso artificio, Taramelli può suffragare questa tesi proprio riannodando i fili delle tracce lasciate da Ghirri: le sue parole, le citazioni rimandano di continuo alle fotografie, sapientemente intercalate al testo, dalle cui pieghe sono fatti affiorare dettagli che svelano una miniera straniante di contenuti simbolici. Così, ad esempio, l’ordinaria stanza d’albergo d’un paesino sul Po, si rivela allorché notiamo che è la stanza numero 8 – come il simbolo dell’infinito rovesciato – e che il quadretto votivo appesovi mostra Santa Lucia nell’atto che le è iconograficamente proprio di porgere i propri occhi: ovvero, l’abdicazione a un guardare individuale per arrivare a una visione più profonda, col cuore.


Il libro a nostro avviso restituisce legittimamente all’opera di Luigi Ghirri una dimensione spirituale troppo trascurata, quando non dimenticata, recuperando al loro valore parole a lui care, di cui è stata sovente offuscata la profondità a favore di un mero gioco linguistico. La stessa pubblicazione di un volume sulla poetica del fotografo che attinga ai neoplatonici e a Baltrusaitis, a Eliade e a Hillman è di fatto piuttosto sorprendente e si può forse interpretare come sintomo di un mutato clima culturale. Il quadro che ne emerge è però del tutto puntuale e convincente, e sottolinea una compiutezza della vicenda artistica di Ghirri tale che non manca quasi di impressionarci, se ripensiamo a quell’immagine trovata impressa sulla sua ultima pellicola, nella sua camera fotografica: un autoritratto in cui la sua figura, su un sentiero della campagna reggiana, si avvia a scomparire avvolto dalla nebbia.


© CultFrame 03/2006


CREDITI

Mondi infiniti di Luigi Ghirri / Autore: Ennery Taramelli / Editore: Diabasis, 2005 / 196 pagine / 143 illustrazioni a colori / 30,00 euro / ISBN: 888103212-0

 

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Edizioni Diabasis

 

INDICE DEL LIBRO

 

Bollettino ai naviganti

Parte prima / Lo sguardo dal di fuori / L’arte del vedere / Il mito della caverna / L’arte della memoria / Geometria trascendente / Memoria in viaggio
Parte seconda / Messa a fuoco / Cartografia simbolica / Vita silente / Alla ricerca dell’originale perduto / Nel segno dell’infinito / L’enigma fotografia / Genius loci

Parte terza / Locus solus / Il mondo guarda il mondo

Note / Postfazione / Elenco delle illustrazioni