I Non Luoghi. Un libro di Francesco Nencini

francesco_nencini-non_luoghiLa struttura delle città nelle quali viviamo si sta sempre più evolvendo, ramificando, sta conquistando territori. Si cercano spazi nuovi nei quali collocare sistemi abitativi autonomi e separati da ciò che li circonda, nei quali i cittadini diventino reclusi e ingranaggi di un meccanismo che ammalia ma che genera solo l’illusione di un’esistenza felice. Ai margini delle metropoli sorgono spaventosi complessi commerciali e accanto a questi templi del capitalismo si edificano giganteschi uffici e immensi palazzi per abitazioni standardizzate. Tali spazi sono poi spesso attorniati da tangenziali, svincoli, raccordi, autostrade che delimitano luoghi privi di qualsiasi identità sociale.

Il territorio violentato in questo modo perde ogni caratteristica peculiare, diviene clone inconsapevole di un’altra situazione urbanistica collocata chissà dove. E’ per questo motivo che le periferie di Roma sono simili a quelle di Parigi, o di altre capitali europee.

Sono questi appena descritti dei “non luoghi”, cioè delle zone nelle quali ogni specificità è abolita.
L’identità diviene pseudo-valore in quanto marchio di fabbrica che omologa ogni cosa ed appiattisce le sensazioni individuali, ed anche, di conseguenza, la percezione del reale, un po’ come avviene in strutture asettiche come sono gli aeroporti, le stazioni, i posti di ristoro lungo le autostrade.


L’obiettivo del fotografo Francesco Nencini si è inoltrato proprio in questi contesti “moderni”. Ha scrutato, esplorato, cercato, individuando quella che potrebbe essere definita la nullificazione del sociale.
Il risultato di questa ricerca è molto ben collocato all’interno di un libro denominato appunto I Non Luoghi (Silvana Editoriale).

Si tratta di quaranta scatti in bianco e nero nei quali si analizza proprio quella fascia urbanistica indistinta e anonima che sta sempre più ingigantendosi in questi anni.

Stabili smisurati e caratterizzati da forme architettoniche estremamente rigide e funzionali, quartieri dormitorio nei quali trionfa una solitudine impressionante, echi di uno sviluppo industriale spesso “disumano”, ombre, riflessi, grandi strade completamente deserte, o quasi.


Nencini coglie la fissità degli ambienti e amplifica, comunicando al fruitore una sensazione di vuoto e assenza, una profonda angoscia, angoscia che trasuda da ogni facciata di palazzo, da angoli di quartieri che sembrano abbandonati ma all’interno dei quali, invece, le persone portano avanti le loro esistenze.
Forse avrebbe giovato al lavoro, pur encomiabile, dell’autore una più moderata espressività formalistica. La perfezione delle inquadrature, le prospettive e le angolazioni scelte dal fotografo distolgono in qualche occasione l’attenzione di chi guarda dalla sostanza profonda dell’immagine, così come l’insistenza, in alcuni scatti, nel caricare i cieli di nuvole dense e di tonalità livide non apporta nulla di significativo allo spirito delle immagini.


I Non Luoghi è comunque un libro fotografico essenziale, elegante e di buona fattura. L’introduzione è affidata a Stefano Pirovano.


©CultFrame 01/2006

 

CREDITI

I Non Luoghi / Fotografie: Francesco Nencini / Introduzione: Stefano Pirovano / Editore: Silvana Editoriale, 2005 / 92 pagine / 20,00 euro / ISBN: 88-8215-989-2

 

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Il sito di Francesco Nencini