Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa. Un libro a cura di Bartolomeo Pietromarchi

bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comuni“Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa” a cura di Bartolomeo Pietromarchi è un volume sulle pratiche artistiche in spazi pubblici definiti, prendendo a prestito Augè, sempre di più come non luoghi e non tempi. Dall’impeccabile layout grafico, è una ricerca necessaria per urbanisti, filosofi del linguaggio e traduttori. Anche se è un libro attorno all’arte e alle pratiche artistiche che risiedono, sia per volontà dei singoli artisti che per progettazione condivisa, in luoghi pubblici appartenenti al territorio europeo.

Mettendo insieme saggi, testi d’artista e report di installazioni – il volume è il risultato di Trans:it Moving culture Through Europe, un progetto pubblicato nel giugno 2005 in occasione della sua esibizione alla Biennale Arte di Venezia. Contiene scritti, tra gli altri, di Pietromarchi, Hou Hanru, Maria Papadimitriou, Osservatorio Nomade, Oda Projesi, Jeanne Van Heeswijk, Indensitat, Ute Meta Bauer, An architektur, Nuovi Committenti e Nouveaux Commanditaires.

Nuovi Committenti è l’esperienza italiana di quest’ultimo. E’ promossa da Fondazione Olivetti ed indaga la prospettiva, la commissione e la produzione di arte pubblica sollecitata e richiesta, per fini particolari e profondamente legati ad esperienze o storie degli spazi a cui si riferisce, dagli stessi fruitori dell’opera. Il progetto d’arte, così come la relazione artista/luogo e progetto è facilitata dall’intervento costruttivo di mediatori (terzi soggetti tra l’artista, il luogo prescelto ed il pubblico committente).


bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune1Il volume connota il significato di Europa e spazi pubblici partendo dal linguaggio e dalla storia. L’Europa, terra di traduzioni e pertanto povera di linguaggi immediati e condivisi, può forse essere realmente percepita e comunicata staccandosi dalla sua nozione di continente economico a 25: il suo territorio è ben oltre la categoria politica e la contemporanea accezione di mercato interno con la quale viene attualmente esperita. In questa Europa così problematizzata ed anomica, gli spazi pubblici, intesi come non occupati da attività private, sono in realtà affastellati e quindi espropriati da un coacervo di attività, veicolate soprattutto da messaggi legati al consumo – in cui l’individuo pensa falsamente di aspirare alla libera espressione e fruizione ed è invece eterodiretto. Sotto la spinta di migrazioni, derive culturali e soprattutto sotto la spinta di dilaganti conflitti, lo spazio urbano europeo affronta una nuova crisi e pertanto l’agorà diviene il luogo naturale dove sperimentare le nuove possibili utopie di relazione e di scambio.
L’Europa come luogo non comune fondato sulla differenza, grazie a Trans:it diventa forse il luogo fertile dove sperimentare luoghi immaginari dell’arte. Quale migliore figura di collegamento coassiale tra discipline l’artista che lavora nei luoghi pubblici o con comunità? Per dirla con Nancy, l’artista è colui il quale ha il potere di liberare l’immaginario e l’immaginazione, il potenziale creativo di una comunità fratta, ottusa e resistente: in questo modo, forse, attraverso l’artista, essa può ricevere il via a nuove forme, più coese, di relazione e di esperienze urbane.


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Il volume contiene numerosi progetti/opere d’arte, accanto a tre documentari in dvd. I progetti sono raccolti in categorie (La Comunità Invisibile; L’Estetico, il Politico, l’Istituzione; La memoria del Luogo; L’esperienza del luogo; Sull’intimità pubblica).

Gli olandesi Atelier Van Lieshout, anche assistiti da una fondazione che si occupa esclusivamente di arte nei luoghi pubblici (Skor Foundation), sono presenti sia nella categoria politica sia in quella dell’intimità. La prima delle due presenta AVL-Ville, una repubblica autonoma che gli artisti fondarono (e fecero sopravvivere per oltre 8 mesi) nel centro del porto di Rotterdam: moneta, bandiera, costituzione (pubblicata nel libro!), sistemi energetici autonomi ed unità abitative autosufficienti ed ecologiche, sopravvissero fino a quando le istituzioni, accortesi della loro esistenza, ne minacciarono la continuità con azioni legali.

Nella categoria dell’intimità, Mobile Shop Cuddle è il frutto di una permanenza di uno dei due fratelli AVL, Erik, in un manicomio di una cittadina olandese. Al termine del suo viaggio in quella comunità, l’artista progetta uno speciale intervento della comunità stessa all’esterno, nel mondo definito normale: i malati mentali aprirono una sfilata di tir e mezzi pesanti, una festa olandese nei pressi di Rotterdam, con un’unità mobile progettata da AVL. Un bus trasformato in party-bus completamente ricoperto di specchi deformanti: le persone dall’esterno non potevano vedere gli occupanti, i matti, che invece vedevano i normali per una volta deformati ed esclusi dal party.

 

bartolomeo_pietromarchi-luoghi_non_comune3Nelle Comunità Invisibili, Osservatorio Nomade, gruppo di architetti, artisti e ricercatori italiani, parte dalla sconfitta dell’architettura modernista e da un suo simbolo, l’edificio del Corviale, per introdurre un cambiamento in un’esperienza urbana nata da un fallimento di programmazione e da un contemporaneo fenomeno di ghettizzazione indotta.

Nella categoria di azioni di arte pubblica del volume più interessante, e cioè Esperienze Urbane, ci sono i progetti di Urban Void, architetti ed artisti ateniesi. Dal 1998 ha organizzato negli spazi vuoti urbani 12 differenti azioni che miravano a coinvolgere il pubblico e far conseguentemente attivare le aree abbandonate. Proteste per non far abbattere case popolari o letture sui vagoni delle metropolitane che simboleggiassero la pubblicità dello spazio dove scorrono i mezzi di trasporto, osservazioni del cielo, piccole navigazioni e seminari in luoghi non convenzionali hanno permesso ad Urban Void di conoscere il rapporto dei cittadini con gli spazi ambigui o contesi della loro città e questa loro relazione particolare luogo/fruitore permetterà loro di elaborare risposte e soluzioni urbanistico-sociali che nessuna pratica e nessuno strumento di ricerca, in certi campi, può meglio fornire rispetto alla deriva artistico-relazionale.


Il dvd accluso al libro presenta tre documentari e numerose sono le proiezioni in corso tra ottobre e novembre 2005 in Italia ed all’estero. Ciascun documentario si dipana su un itinerario: “La Comunità invisibile (46’23”); Rovine per il Futuro (46’) Città Fluide (32’47’’) e tutti sono diretti da Pietromarchi e prodotti dalla Fondazione Olivetti in collaborazione con il network di Trans:it. Il primo scorre tra Parigi, Rotterdam, Amsterdam e Roma. Il secondo va a est, partendo da Berlino: Belgrado, Bucarest e Sofia. Il terzo, Istanbul, Atene e Cipro. Di questi ultimi due, Fluid Video Crew firma la fotografia.


©CultFrame 11/2005

 

 

IMMAGINI

Dal libro Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa a cura di Bartolomeo Pietromarchi

 

CREDITI

Il luogo [non] comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa / A cura di Bartolomeo Pietromarchi / Editore: Actar, Barcellona, 2005 / 245 pagine / Allegato: Dvd

 

LINK

Fondazione Adriano Olivetti, Roma