Antipersonnel. Un libro di Raphaël Dallaporta

raphael_dallaporta-antipersonnel3Il panorama editoriale fotografico nel nostro paese non sembra caratterizzato da una particolare tensione verso linee progettuali precise, dense, identificabili. Non mancano i testi di carattere storico-critico (anche se dovrebbero essere molti di più), mentre scarseggiano gli approfondimenti monografici di spessore culturale indiscutibile. Spesso, si ha la sensazione di doversi confrontare con un’idea vaga, indistinta, di libro fotografico. In altre occasioni l’impressione è che l’editoria di settore tenda a manifestarsi in modo maldestramente elitario, dunque confuso e irrisolto.

Un fattore certo, invece, è che il volume intitolato Antipersonnel, dato alle stampe grazie alla casa editrice Punctum, si configura come un prodotto dietro il quale si cela un percorso concettuale molto ben delineato.

Il libro è basato sulle immagini scattate dal giovane francese Raphaël Dallaporta. Si tratta di un inquietante e algido catalogo di mine antiuomo. Questi oggetti di morte e devastazione sono presentati in grandezza naturale e stampati a scala 1:1. Lo sfondo è completamente nero; per tale motivo queste armi micidiali danno la sensazione al fruitore di emergere dall’abisso senza fondo della follia umana. Le mine sorgono da questo nulla raggelante come frutti di un pensiero malato e distorto, e vengono proposte al lettore in modo netto e visivamente accattivante.


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La tecnica espressiva utilizzata da Dallaporta è quella della fotografia pubblicitaria. Questi oggetti vengono raffigurati in maniera quasi estetizzante, dunque straniante. Si, perché le immagini contengono in loro una terribile contraddizione: la perfezione delle linee, la lucentezza dei materiali, addirittura l’armonia delle forme si scontrano con l’atroce funzione per la quale queste piccole scatole apparentemente inerti sono state realizzate.

Questa forzatura, in verità, esprime attraverso un violento attrito visuale/semantico la realtà che ruota intorno a quelli che è possibile definire (con cinismo) prodotti commerciali destinati a dare a inermi esseri umani profonda sofferenza.


raphael_dallaporta-antipersonnel2Il progetto fotografico Antipersonnel dunque non solo nasce da un’idea estremamente nitida ma è il risultato di una concezione della fotografia che coniuga abilità tecnica, dimensione concettuale e stigmatizzazione di talune scellerate attività umane.

Bisogna altresì notare come una grafica essenziale e raffinata fornisca un valore aggiunto a un lavoro studiato con attenzione.

Ad accompagnare le immagini dell’autore francese sono una telegrafica (fin troppo) riflessione di Martin Parr e un testo firmato da Jody Williams, Premio Nobel per la Pace e ambasciatore della Campagna Internazionale contro le Mine.

Pur comprendendo perfettamente la scelta di edificare l’identità del libro, esaltando al massimo gli aspetti strettamente fotografici, non possiamo fare a meno di sottolineare che, probabilmente, la presenza più sostanziosa di apparati teorici, storici, filosofici e sociali avrebbe senza dubbio giovato a un volume che comunque possiede, come già sostenuto, una sua consistenza culturale inequivocabile.


©CultFrame 11/2005

 

 

IMMAGINI

1 ©Raphaël Dallaporta. BLU-3/B (USA)
2 ©Raphaël Dallaporta. GMMI-43 (Germania)
3 ©Raphaël Dallaporta. F-1 (Francia)


CREDITI

Titolo: Antipersonnel / Autore: Raphaël Dallaporta / Editore: Punctum, 2005 / 88 pagine / 20,00 euro / ISBN: 88-89412-01-1

 

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Casa editrice Punctum