Transexpériences. Mostra di Chen Zhen

chen_zhen-round_tableShanghai: non c’è luogo in tutta la Cina dove oriente ed occidente si nutrono vicendevolmente di sguardi complici. Scambi, contraddizioni, convivenze, odore di miseria, colore di ricchezza… grattacieli e risciò…
A Shanghai Chen Zhen era nato nel 1955 (è prematuramente scomparso a Parigi nel 2000) e certamente quell’atmosfera unica che vi si respira è un po’ lo specchio del suo processo artistico. “Solo capendo l’Oriente ed essendo coinvolti nell’Occidente puoi creare la tua opinione oggettiva. Osservare il mondo ispezionando te stesso”, diceva l’artista.


Nella frizzante metropoli cinese Chen Zhen frequentò l’Accademia di Belle Arti, ma per sfuggire ai limiti della rivoluzione culturale, nel 1986, preferì l’esilio francese. In mezzo ci sono gli anni della sperimentazione artistica (dalla pittura alle installazioni), della curiosità verso paesi nuovi (New York, Salvador de Bahia, l’Europa…), dell’adattamento ad un modo di vivere assolutamente distante da quello d’origine e, nello stesso tempo, del riconoscimento internazionale del suo lavoro (tra le più importanti esposizioni: The New Museum of Contemporary Art, New York 1994; Center for Contemporary Art, Kitakyushu – Giappone 1997; Tel Aviv Museum of Art – Helena Rubinstein Pavilion for Contemporary Art, Tel Aviv 1998; 48a Biennale di Venezia 1999; GAM, Torino 2000; MOCA, Zagreb 2000, a cui seguiranno dopo la sua morte le mostre alla Serpentine Gallery, Londra 2001 e al Palais de Tokyo, Parigi 2003).


L’omaggio che gli dedica ora la Galleria Continua di Beijing (anche nel 2000 la Galleria Continua di San Gimignano aveva organizzato una personale dell’artista, “Field of Synergy”) – una ventina di opere realizzate tra il 1990 e il 2000 – ha per titolo “Transexpérience”, una parola che non esiste nel vocabolario, ma che lo stesso Chen Zhen usava nell’accezione di attraversamento all’interno delle diverse esperienze della vita. Esperienze che sono prevalentemente artistiche, ma che interagiscono con quel groviglio di vissuti personali che ogni individuo accumula e porta con sé.

 

chen_zhen-save_the_dateQuello della Transexpérience è per lui un concetto “impuro”, un modo di pensare basato sulla connessione del “precedente con il seguente” e anche su “contatti, scambi, malintesi e conflitti tra popoli e popoli, popoli e società, popoli e Madre Natura, popoli e scienza/tecnologia, continenti ed altri continenti, etnie ed altre etnie”. La grandezza dell’artista sta proprio nell’aver affrontato tematiche profondamente legate all’individuo – dalla politica alla cura del corpo, dall’anima all’habitat domestico – utilizzando assemblaggi di materiali vari (letti, sedie, candele, cornici, materassi) che, perdendo la loro originaria funzione, diventano – paradossalmente – inutilizzabili dall’uomo, ma offrono la possibilità di un nuovo percorso interattivo.
Dalle contraddizioni nasce un nuovo spazio dove è possibile dialogare, ecco allora opere come Zen Garden (2000) o Crystal Landscape of Inner Body (2000), dove gli opposti sono natura orientale e medicina occidentale, corpo e spirito, corpo umano e società, mentre in Round table – Side by side (1997) il contrasto è incentrato sui conflitti che investono Oriente ed Occidente. Chen Zhen utilizza anche la fotografia quando, tornato in Cina nel 1997, realizza Social Investigation – Shanghai 1 che evidenzia i profondi cambiamenti politici e sociali della città cinese.


©CultFrame 09/2005

 

 

IMMAGINI

1 Chen Zhen. Round Table – Side by Side, 1997. Courtesy Galleria Continua
2 Chen Zhen. Save the date, 2000. Courtesy Galleria Continua


INFORMAZIONI

Dal 24 settembre al 24 dicembre 2005

Galleria Continua / 8503, 2 Jiuxianqiao Road, Chaoyang Dst, Dashanzi Art District, Beijing, Cina / Telefono: 1064361005 / Ingresso libero

Organizzazione: Galleria Continua e Xu Min

 

LINK

Galleria Continua, Beijing