Antoni Muntadas. On Translation. Padiglione Spagna. 51a Mostra Internazionale d’Arte di Venezia

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Antoni Muntadas, a cura di Bartolomeu Marì, rappresenta la Spagna al padiglione nazionale con una riproduzione del “luogo” dei Giardini inteso come metafora della relazione (translazione) tra un territorio, il suo sviluppo e la sua rappresentazione “ideale”. Il luogo storico dei Giardini è restituito invece ai visitatori – contemporaneamente alla metafora – come spazio in cui permanere e dal quale apprendere in via assolutamente soggettiva. On Translation: I Giardini è una speciale partizione del progetto che l’artista catalano, nato a Barcellona nel 1942, propone occupando lo spazio centrale del padiglione spagnolo, di circa 12metri x 12. Nelle sei gallerie circostanti prendono posto altre sezioni – di repertorio ed aggiornate – di On Translation, che testimoniano gli stadi successivi e complementari che il mastodontico progetto hanno raggiunto negli ultimi 15 anni. La prima visita di Muntadas ai Giardini, nel 1976, ha restituito all’artista una chiara percezione di varcare uno spazio simbolico, un luogo di piacere in cui vi era la tensione alla relazione e all’osmosi tra culture diverse.


Invitato a rappresentare la Spagna quest’anno, Muntadas ha tratto ispirazione dalla struttura del Padiglione e lo ha reso il padiglione/On Translation, rivivendo il processo di descrizione, encrittazione, divisione e riformattazione di una città e dei suoi non luoghi, come aveva già fatto per due altri step di On Translation (La Alameda, Mexico City, 2004; Erinnerungsraume, Brema, 2004).

Una sala d’aspetto provvista di una serie infinita di informazioni silenti (nascoste dietro le cornette di telefoni in finta bachelite) accoglie i visitatori nello spazio centrale.


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On Translation: I giardini, l’opera, è un vero e proprio spazio, un ambiente neutrale ed enciclopedico al tempo stesso, quindi un contenitore di sensi e di persone, di storie e di interpretazioni delle storie, una stratificazione di possibilità. Unica parte totalmente originale del progetto On Translation 2005, I Giardini riassume – senza alcun principio dogmatico – la storia della Biennale e amministra una serie immensa di dati, che possono essere visti dai televisori o ascoltati dai telefoni. Informazioni dai radiogiornali e videogiornali d’epoca, interviste ad artisti, gli andamenti delle vendite delle opere ospitate nelle prime biennali, storie bizzarre di gossip. Insomma il contenuto ed il contenitore Biennale (in particolar modo i Giardini) diventano il non luogo asettico e neutro che apre alla grammatica dell’artista nelle gallerie circostanti.

A sinistra, On Translation: The Internet Project (1997) è una banca dati sterminata di frasi tradotti in/da tutte le lingue che l’artista ha fatto propagare, eliminando sempre la linea precedente della traduzione (un gioco, come il telefono senza fili!) per seguire come il significato originario di uno statement si perdesse nei rivoli culturali del ricevente, che dialoga parossisticamente con un senso traslato, cioè la traduzione di colui che lo ha preceduto.

On Translation: The Interview (2002) è una lunga intervista concessa dal traduttore russo dei grandi del Cremlino ad una TV americana ai tempi di Reagan e Gorbaciov, degli incontri al vertice tra le superpotenze atomiche. Un uomo umile, dimesso, affronta i destini del mondo accettando la sua responsabilità, ed enuclea la sottile, perversa differenza tra traduzione ed interpretazione: un equilibrio di quantità e dosi dell’altra nell’una.

On Translation: “Attenzione: la percezione richiede impegno” (2005) è lo studio (in diverse lingue) del composit di uno sticker che gli spettatori ricevono in regalo. Un lettering semplice, bianco su sfondo rosso.
Nelle gallerie di destra, On translation: On view, 2004: ancora un non luogo, una sala d’aspetto, un lounge che rammenta che la maggiore propensione al viaggio non è la scoperta culturale ma il mero turismo. In un’intervista rilasciata ad un magazine d’arte spagnolo da tenere d’occhio, Exit Express, Muntadas afferma di essere interessato al lavoro con le persone. E l’artista declina quest’attenzione nella valutazione del consumo culturale delle diverse zone del globo, così come allo studio della produzione culturale. Il trionfo dell’interesse dell’artista è in due delle opere in mostra nelle gallerie laterali.

 

antoni_muntadas-mesa_negociacionOn Translation: La mesa de Negotiaciòn II (1998-2005) è un’opera già prodotta che l’artista ha completato con nuove informazioni: un tavolo circolare ospita una superficie di statistiche che prendono in esame Africa e paesi sviluppati aggregando dati singolari ed acuti (quanti giornalisti sono morti, come è libera la stampa, quanti editori ci sono, quanti ticoon delle telecomunicazioni). Il tavolo si regge su piedi di lunghezza differenti: a livellarli e renderli “pari” ci pensano dei volumi che hanno rigorosamente un senso nel confronto che l’artista non smette di stimolare nell’audience attraverso ogni tipo ed ogni forma di messaggio.
On Translation: El Aplauso (1999) è una videoinstallazione in cui scorrono immagini più o meno agghiaccianti (dalle parate militari ad arresti di massa), sottolineate da applausi che scattano con varia intensità a seconda della cultura a cui le immagini si riferiscono.

Un catalogo di On Translation: I Giardini è pubblicato da Acta con testi critici di curatori europei, tra cui Angela Vettese.


Antoni Muntadas, Barcellona 1942, è uno dei più noti artisti catalani. Vive a New York dal 1971 e sue recenti personali sono state esposte,tra gli altri, al MACBA, al Museo di Montreal, a Rio de Janeiro, in diverse città del Giappone, a New York ed in molte città statunitensi, mentre ha partecipato alla Biennale di Gwangju, di Taipei, di Havana, ad Ars 95 (Helsinki), a Documenta X, alla Biennale di Whitney, di San Paolo e alla Biennale di Venezia nel 1980.


©CultFrame 07/2005

 

 

IMMAGINI

1 ©Antoni Muntadas. On Translation: The Interview, 2002.

2 Antoni Muntadas. On Translation: El aplauso, 1999. Video installazione. Foto ©Sascha Dressler

3 Antoni Muntadas. On Tranlation: La mesa de Negociación II, 1998-2005

 

INFORMAZIONI

Dal 12 giugno al 6 novembre 2005

Giardini di Castello, Venezia / Telefono: 0415218828

Orario: tutti i giorni 10.00 – 18.00 / chiuso lunedì

Biglietto: intero 15,00 euro / ridotto 12,00 euro

Cura: Bartolomeu Marì

 

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