Lo sguardo italiano. In un libro le fotografie italiane di moda dal 1951 a oggi

sguardo_italianoUna giovanissima Donna Marella Caracciolo in guanti neri e abito lungo e drappeggiato, con tralci di fiori stampati – fotografata da Pasquale De Antonis nel 1948 – apre la carrellata di immagini di Lo sguardo italiano, pubblicato dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery. L’ultima fotografia è di Silvia Camporesi (2004), fedele citazione dell’Ofelia preraffaellita di J.E. Millais. Trecentonovantasei pagine in tutto per ripercorrere la storia della moda italiana attraverso i suoi interpreti, stilisti e fotografi. Gusti e tendenze, ma anche desideri inconsci, sogni e ossessioni… la fotografia di moda è anche questo, oltre che la messa a fuoco su qualcosa di sfuggente. Come indica il sottotitolo – Fotografie italiane di moda dal 1951 a oggi – l’inizio di questa esplorazione è il 1952, data della prima sfilata di alta moda italiana nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, anticipata un anno prima dalla passerella organizzata dal marchese Giovan Battista Giorgini, sempre a Firenze, con modelle che indossavano abiti di Simonetta, Jole Veneziani, Sorelle Fontana, Schuberth, ecc. Il contributo di parecchi fotografi, tra cui Giovanni Maria Fadigati, Giovanni Della Valle, Publifoto (l’agenzia fondata da Vincenzo Carrese nel 1929 con il nome di Keystone) che hanno seguito questa fase sperimentale della moda italiana è stato fondamentale per la sua diffusione e affermazione oltre i confini nazionali. Personaggio chiave degli anni ‘60-’70, invece, è stata Consuelo Crespi, redattrice di “Vogue America”, ispiratrice di servizi di Alberta Tiburzi, Franco Rubarteli ed Elisabetta Catalano.


ugo_mulas-veneziaSfogliando le pagine del libro saltano subito all’occhio i diversi scambi tra fotografia/moda e arte, cinema, teatro, contesto urbano, luoghi e culture esotiche: celebri gli scatti di Ugo Mulas che interpretano i tagli di Lucio Fontana sugli abiti di Mila Schon (1969), come pure le maschere e i costumi di Alfa Castaldi, quando fotografa i modelli di Ken Scott (1968) con il riflettore puntato come sul palcoscenico. Scenario ricorrente è l’Italia nelle varianti di arte, cultura e paesaggio: alcuni scatti hanno sapore antico, come le fotografie in bianco e nero di Ferdinando Scianna della sua Sicilia, al debutto come fotografo di moda per la campagna di Dolce & Gabbana (1987). C’è anche chi, come Mario De Biasi, fotoreporter di “Epoca”, inscena una vera e propria “striscia fotografica”. L’interessante esperimento sociologico per la rivista “Bolero Film” – intitolato “Gli Italiani si voltano” – è il racconto della passeggiata della ventunenne Miranda Orfei che, con indosso un attillato abito bianco, attraversa Milano in una calda giornata estiva del 1954 sotto gli occhi famelici dei maschi italiani. Oliviero Toscani, negli scatti per “Harper’s Bazaar Italia” (ottobre/novembre 1970), costruisce un set nelle piazze e nei vicoli d’Italia isolando la modella su un foglio di carta che si srotola, su cui però fanno capolino i bambini, magari in sella alla bicicletta. Erano gli anni in cui Toscani sperimentava le provocazioni – celebre quella della campagna per i Jeans Jesus (1972), con la citazione “Chi mi ama mi segua” sul primo piano di glutei femminili stretti in cortissimi shorts – che avrebbero caratterizzato il suo lavoro successivo. Qualche volta l’inquadratura isola il particolare – una scarpa, una borsetta, un gioiello – come le “modulazioni” di Elisabetta Senesi (2004) che, puntando al contenuto artistico, non sembrano preoccuparsi di rendere irriconoscibile l’oggetto. Anche Fabrizio Ferri si lascia tentare dal puro estetismo quando fotografa la silhouette femminile tutta gambe, tacchi a spillo, guanti e un insolito copricapo da cui spunta – unico elemento leggibile – il modello di un aeroplano (Moschino Couture, 1988).

 

silvia_camporesi-confini_arteQuanto alle contaminazioni esotiche, già nei primi anni ’50 – in un’epoca in cui i viaggi non erano ancora così a portata di mano – Elsa Haertter fotografa per “Grazia” abiti scelti per esaltare le atmosfere di luoghi come Hong Kong, la Thailandia, il Messico. Interessanti le schede biografiche – accurate – dei settantadue fotografi. L’ordine alfabetico parte da Maria Vittoria Backhaus per concludersi con Francesco Vezzosi. Uno sguardo ai pionieri come Arturo Gergo (1901-1958), Elio Luxardo (1908-1969), Federico Patellani (1911-1977), Regina Relang (1906-1989), Elsa Robiola (1907-1988) – che da giornalista di moda degli anni ’30 divenne fotografa soprattutto per la rivista “Bellezza”, organo ufficiale dell’alta moda italiana – e Lina Tenca, una delle più attive fotografe di moda in Italia tra il dopoguerra e gli anni ’70. La curiosità sorprende soprattutto quando si parla di biografie ancora non del tutto delineate, di fotografi attivi tra il dopoguerra e gli anni Settanta, Fortunato Scrimali, Antonio Cesano o Manlio Conte. Le loro fotografie parlano da sé, ma la voglia di intrufolarsi negli archivi è comunque tanta.


©CultFrame 04/2005

 

 

CREDITI

Titolo: Lo sguardo italiano. Fotografie italiane di moda dal 1951 a oggi / Autori Vari / Editore: Fondazione Pitti Immagine Discovery e Charta, 2005 / Lingue: Italiano e inglese / 42,00 euro / ISBN: 88-8158-509-X

 

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Casa editrice Charta

 

INDICE DEL LIBRO

Introduzione – Fashion eyes (Maria Luisa Frisa) / Uno sguardo (Anna Mattirolo) / Roma: tra star e aristocrazia (Sofia Gnoli) / Gli italiani si voltano (Maddalena Renzi) / Con la regia di Venezia… Souvenir d’Italie (Maria Francesca Bonetti) / La moda della fotografia (Claudio Marra) / Gli antichi maestri perduti della fotografia di moda italiana (James Sherwood) / Blow-up (Mauro Tinti) / Arte e glamour, intelligenza e moda: l’immaginario interattivo di Ugo Mulas (Mariuccia Casadio) / Ugo Mulas e la moda (Antonia Mulas) / Reverie (Maria Luisa Frisa) / Veruschka was here (Caroline Corbetta) / Muse in mini (Elena Moretti) / Le pioniere (Federica Muzzarelli) / Alla conquista dell’America (Maddalena Renzi) / Giornale di bordo: Moda italiana sulla rotta mediterranea (Elsa Robiola) / Marpessa, un racconto (Ferdinando Scianna) / Ritratti di moda (Stefano Tonchi) / A (Anna Piaggi) / A me gli occhi (Francesco Bonami) / Beautiful (Toni Thorimbert) / Styles Wide Shut: Dreams That Money Can Buy (Antonio Mancinelli) /  Deep Waters, ovvero la fuga (Cloe Piccoli) / Leggermente fuori sincrono (Emanuela De Cecco) / Che belle le ragazze di via Margutta (Giampiero Mughini) / Il caso Toscani (Giusi Ferré) / La fotografia di moda e la pubblicità (Paolo Landi) / Brividi multifibra (Carlo Antonelli) /  Franca’s Touch (Cesare Cunaccia) / Biografie (Alessandra Vaccari) / Bibliografia essenziale