Fotografia e Architettura. Un libro a cura di Carlo Cresti

carlo_cresti-fotografia_e_architetturaNon è un manuale che insegni come si debba affrontare e quali attrezzature siano più adatte per la fotografia d’architettura. Non è una storia della fotografia d’architettura. E’ una raccolta di brevi saggi che affrontano in modo non esaustivo, ma sicuramente stimolante, il rapporto tra fotografia e architettura.

“A similitudine del volto umano anche la pietra ed il marmo rivelano le loro rughe, le proprie vulnerabilità, i deterioramenti dipendenti dal tempo che trascorre, e la fotografia ha la prerogativa di fissare in immagini il diverso stato fisico della pietra, del marmo, e quindi dell’architettura, per il confronto tra il prima e il dopo”. Afferma Carlo Cresti nel saggio di apertura.

Il confronto con il prima ed il dopo sembrerebbe ridurre la funzione della fotografia a mero mezzo di documentazione, di catalogazione, ma nell’affermazione di Cresti, il riferimento alle rughe, allo scorrere del tempo e di conseguenza ai tempi separati delle riprese fotografiche, sono sottintese e contenute una serie di implicazioni. La fotografia come interpretazione della forma e dello spazio, come lettura critica del manufatto, come visualizzazione del rafforzamento del rapporto/contrasto tra architettura e natura o quel che di essa resta, la “poetica” pittorialista del flou, l’innaturale prospettiva aerea, la prosaicità della foto ricordo, la vanità della fotografia di regime, il collage e l’avanguardia, il concettualismo che racconta l’insieme architettonico attraverso l’assemblaggio di brani visivi, di dettagli, sono i temi che egli stesso in parte affronta, ma il cui sviluppo verrà principalmente delegato ai singoli e numerosi interventi che arricchiscono la pubblicazione. Il rapporto tra “ciò che è stato e lo stato delle cose”, sulla cultura sociale ed individuale, sia dei fotografi, sia dei committenti, è stato affrontato da Cavanna.


Marina Miraglia costatando che, tranne rari casi, la fotografia fino al 1880 non si sia mai impegnata nella individuazione di un proprio statuto linguistico, conclude di fatto che il rapporto tra fotografia e architettura nell’ottocento non fu altro che l’utilizzo di chimici per rivelare e fissare quanto aveva già prodotto il vedutismo di van Wittel, del Canaletto, del Guardi. Come il rapporto, tra l’architettura e l’ambiente, possa trovare nella fotografia panoramica uno strumento privilegiato di analisi è affrontato da Giotti che prende in considerazione sia la giustapposizione di foto scattate col treppiede in bolla, secondo i metodi tradizionali, sia la realizzazione “navigabile” ottenuta col procedimento digitale del Quick Time Virtual Reality.

Cesare De Seta, Italo Zannier, Benedetto Gravagnuolo, Bellini e Caruso affrontano, di volta in volta, il binomio in questione attraverso l’opera di fotografi e architetti. Paolo Cialli realizza una serie di brevi interviste con i più importanti fotografi di architettura italiani ed è attraverso la descrizione di com’è il loro approccio al lavoro e quali sono le esperienze umane e visive che determinano le loro ricerche, che le teorizzazioni, le implicazioni, le varie dialettiche enunciate negli altri interventi, trovano una serie di risposte.


A proposito del collage e l’immagine di architettura è d’obbligo citare, come avviene in più occasioni nel libro, Paul Citroen che con la sua Metropolis e le sue contraddittorie prospettive, ha costituito un paradigma visivo di riferimento. Nel saggio, Gli scenari urbani come fotomontaggi, Anna Maria Amonaci, si concentra in particolare sulle visioni oniriche di Giacomo Costa e sposta la riflessione sull’inquietante verosimiglianza che il digitale consente di ottenere nella produzione di fotografie per le quali il noema della fotografia: la cosa è stata là, come affermava, nella Camera Chiara, Roland Barthes, non trova più conferma.

©CultFrame 03/2005

 

 

CREDITI

Titolo: Fotografia e Architettura / A cura di Carlo Cresti / Testi: AA.VV. / Editore: Angelo Pontecorboli Editore, Firenze,  2004 / Formato: cm. 20×19,5 / 144 pagine / 20,00 euro / ISBN: 88-88461-59-0

 

INDICE DEL LIBRO

Carlo Cresti, Architettura e fotografia / Pierangelo Capanna, Architetture dello sguardo / Marina Miraglia, La veduta fotografica come forma rappresentativa privilegiata della scena urbana e dell’architettura / Lorenzo Giotti, origini, fortuna e nuove possibilità della fotografia panoramica / Cesare De Seta, Giuseppe Pagano, fotografo di Architettura / Italo Zannier, ‘Xe bea, par un quadro! Carlo Scarpa e la fotografia / Benedetto Gravagnuolo, L’albergo dei poveri fotografato da Mimmo Jodice / Rolando Bellini, Giorgio Avigdor: la fotografia, l’architettura / Mario Caruso, Immagini di architetture del fascismo in Sicilia / Carlo Cresti, La fotografia finalizzata al turismo in Toscana ngli anni enti e trenta del Novecento / Dario Betti, La fotografia come arte / Cosimo Chiarelli, Ferdinando e Gino Barsotti, fotografi di architettura nella Firenze del Novecento / Paolo Cialli, Fotografi e fotografia d’architettura in Italia – Conversazioni con: Francesco Jodice,Giovanni Chiaramonte, Paolo Rosselli, Roberto Bossaglia, Gabriele Basilico / George Tatge, Risposte ad alcune domande sul tema “Fotografia e architettura” / Liliana Grueff, Tracce del fotografico nell’Autobiografia scientifica di Aldo Rossi / Anna Maria Amonaci, Scenari urbani come fotomontaggi / Angelo Pontecorboli, Fillmore East