Calling All Angels. Videoclip di Lenny Kravitz

lenny_kravitz-calling_all_angelsVideo malinconico, interiore e fantasmatico. Calling All Angels è un ottimo esempio di clip commerciale con un’anima, un contenuto e una struttura visiva niente male.
Ciò dimostra ancora una volta come il testo audiovisivo breve (e musicale) concepito per scopi promozionali possa riservare sempre delle notevoli sorprese, sorprese che cominciano, in questo caso, dai registi. Sì, perché ad affiancare alla direzione Philip Andelman è lo stesso Lenny Kravitz, evidentemente ispirato dal clima disteso e riflessivo della canzone in oggetto.

La star americana è intenta a comporre un brano al pianoforte. La scena è spoglia ed essenziale. Tutto è ambientato in un loft spartano e sgombro che raccoglie idealmente i pensieri angosciosi di un compositore alle prese con il ricordo di una soave donna che, probabilmente, non c’è più. Inquadrature che riprendono il protagonista mentre suona e pensa, spesso di spalle o tramite campi molto ristretti sul viso, si alternano ad altre che potremmo definire cimiteriali e fantastiche. La ragazza che emerge potentemente nella memoria piena di sofferenza di Kravitz si aggira infatti con passo leggero, e fantasmatico appunto, tra tombe e viali sepolcrali.

L’atmosfera generata da questo video è decisamente triste e in controtendenza rispetto allo stereotipo del clip rutilante e nevrotico.
La scelta di utilizzare un bianco e nero sporco, sfocature e immagini traballanti ha aggiunto a questa operazione creativa un tocco di eleganza espressiva molto interessante. Nel gioco dei chiaroscuri, dei grigi, delle ombre si concretizza il patimento e il dolore per una perdita che evidentemente ha lasciato un vuoto incolmabile.
A tenere sufficientemente elevato la cadenza narrativa del videoclip un montaggio volutamente evidente e leggermente ritmato.

©CultFrame 01/2005

 

CREDITI
Brano: Calling All Angels / Interprete: Lenny Kravitz / Regia: Philip Andelman, Lenny Kravitz / Album: Baptism / Etichetta: EMI, 2004

LINK
Il sito di Lenny Kravitz