Pornoland. Un libro di Stefano De Luigi

stefano_de_luigi-pornolandUn rosso avvolgente che odora di solitudine e violenza, qua e là dell’azzurro gelido e sterile come una sala operatoria, l’arancione marcio di faretti amatoriali, il verde industriale come un neon di periferia che illumina saloni spogli di ville a noleggio. Colori forti, invadenti, talora psichedelici, anfetaminici, colori malati. Questa la scelta stilistica ben precisa di Stefano De Luigi, giovane fotoreporter dell’agenzia Contrasto, al suo esordio monografico, per descrivere le tumultuose sensazioni di un viaggio lungo tre anni all’interno della potente industria mondiale del porno.

Una scelta portata iconograficamente al suo estremo, attraverso la difficile tecnica del cross-processing, ovverosia l’inversione dello sviluppo delle pellicole diapositive. Il risultato è accattivante: sfogliando il bel libro si rimane colpiti dall’impatto cromatico; i forti contrasti e la saturazione spinta all’inverosimile sembrano quasi elementi fumettistici, demistificano ogni giudizio morale e allontanano l’eco delle grida, degli odori e dei liquidi dal lettore, permettendogli di fruire della visione in una maniera ragionata, critica, quasi scientifica, neoantropografica, che ricorda la prosa delle memorie di Nell Kimball, prostituta e tenutaria americana del XIX secolo.


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L’occhio di De Luigi si insinua in ogni aspetto che palpita intorno al set, dall’azione scenica ai momenti di pausa, andando a scrutare tutta l’umanità che vive dentro questa industria: dalla non più giovane e un po’ volgare attricetta bionda, provocante reginetta dai seni siliconati, al maschio virile e poderoso, concentrato sulla propria prestazione sessuale; dall’impeccabile operatore, che insegue ogni acrobazia sessuale con circense agilità, ai fonici, agli aiuto-regista, ai fotografi di scena: viene così radiografata tutta la schiera di professionisti del sesso mediatico, che attraverso inquadrature intelligenti e mai banali viene calata nel contesto narrativo.

A Milano, a Berlino, a Budapest, a Praga, a Tokyo, a Los Angeles, a Dortmund, ogni volto, ogni corpo catturato dalla silenziosa e meticolosa presenza sul set del fotoreporter italiano racconta un suo personale stato d’animo. C’è violenza, c’è divertimento, c’è dedizione, c’è perversione, c’è maternità, c’è complicità, umiliazione, passione, attesa, solitudine, intimità, decadenza, fatica, ironia, stanchezza, disillusione: ma soprattutto da queste immagini emerge prepotentemente la consapevolezza di ciascuno dei soggetti di appartenere ad un mondo che ha infranto definitivamente ogni verginità di sognare, che ha catapultato i protagonisti contro un muro di crudele concretezza, sia essa economica o morale, e che ha fagocitato come un buco nero ogni loro speranza di recuperare l’innocenza perduta.


stefano_de_luigi-pornoland-budapestSono immagini che non si permettono di giudicare le scelte delle persone, ma documentano alcuni aspetti che hanno colpito la sensibilità del fotografo: primo fra tutti la condizione di sfruttamento della donna, ricattata, violentata, umiliata, adoperata dall’industria come mero oggetto del desiderio, e poi –come scrive Martin Amis nel suo crudo articolo che accompagna il libro– “Cento film in quattro mesi. Ha perso la freschezza. Il suo prezzo scende e smette di ricevere telefonate. E allora si passa a «Ok, sei disposta a fare l’anale? Sei disposta a fare scopate di gruppo?». E allora sono bruciate. Le telefonate finiscono completamente. Le forze del mercato e dell’industria le hanno bruciate”.


E’ su questa sottile linea rossa che si muove l’intero lavoro di Stefano De Luigi, il suo desiderio di far emergere quello che le paillette luccicanti e le facili anatomie nascondono, in modo discreto, soggettivo, ma chiaro: questa è la terra del porno, questi sono i suoi abitanti e questa è la legge che ne controlla la sopravvivenza.

©CultFrame 05/2004

IMMAGINI

1 Copertina del libro Pornoland di Stefano De Luigi

2 Stefano De Luigi. Los Angeles, 2002
3
Stefano De Luigi. Budapest, 2000


CREDITI

Titolo: Pornoland / Autore: Stefano De Luigi / Testo: Martin Amis / Editore: Contrasto Due, 2004 / 25,00 euro / ISBN: 88-89032-17-0


LINK

CULTFRAME. Forbidden Erotica. Un libro di Mark Rotenberg

Casa editrice Contrasto