I fotografi che hanno immortalato il mondo del cinema nel libro Vanity Fair’s Hollywood

vanity_fair_hollywoodUn grandioso libro sulla fiera delle vanità degli ultimi settant’anni. Vanity Fair è stato il mensile che per più di mezzo secolo ha parlato, sparlato e acceso le luci della ribalta sui personaggi intorno ai quali girava il grande circo della celebrità. Lo ha fatto sempre con acume, ironia e spirito critico, alimentando sia la notizia che l’opinione, ma anche il pettegolezzo, così come continua a farlo oggigiorno sotto la pungente direzione di Graydon Carter.


Questo libro di preziose fotografie è dedicato ai personaggi che hanno reso immortale l’epopea di Hollywood, dai suoi esordi fino ai giorni nostri, fissati in icone monumentali dagli obiettivi dei fotografi più raffinati e capaci che la storia della fotografia del XX secolo ricordi. Da Edward Steichen a Herb Ritts, da Steven Meisel a Bert Stern, da Lord Snowdon a Helmut Newton, fino ad Albert Watson, George Hurrell, Robert Maxwell, Michel Comte, Irving Penn e molti altri ancora. Tutti hanno apposto la loro firma tra le pagine della più patinata tra le riviste americane, quella che più di ogni altra ha messo loro a disposizione i mezzi per realizzare le idee più ardite e le mis-en-scène più grandiose, le foto più espressive o divertite dei volti che popolano il fantasioso mondo del cinema.

E come un treno che, partito da lontano, una volta preso l’abbrivio irrompe lo spazio con devastante energia, proprio dalle pagine di Vanity Fair si è definitivamente imposta nel mondo la stella polare di Annie Leibovitz, che ne è diventata presto la fotografa di punta, dopo essere stata strappata alle pagine del mensile musicale Rolling Stone nel 1983.


Proprio dalle pagine di Vanity Fair la Leibovitz, in pochi anni, ha saputo imporsi nel mondo come il metro di paragone nel panorama della fotografia di ritratto editoriale: dall’unione della grande generosità organizzativa del mensile e dell’immensa bravura della fotografa americana sono nati alcuni tra i più memorabili ritratti degli ultimi vent’anni, da quelli di presidenti e first ladies americani, a quelli di magnati, cantanti, attori, giovani promesse, piccole e grandi celebrità. In questo libro sono presenti i suoi ritratti di attori come Anthony Hopkins o Jack Nicholson, Tom Hanks o Steve Martin, Tom Cruise o Brad Pitt, ma c’è spazio anche per la simpatia di Whoopy Goldberg o la grazia di Meryl Streep, per la maternità di Demi Moore e la sensualità di Michelle Pfeiffer, Jodie Foster e Meg Ryan. Sono presenti anche le famose foto di gruppo che l’artista ha periodicamente scattato alle giovani promesse maschili e femminili di Hollywood, nonché ai grandi vecchi della fabbrica dei sogni sulle colline sopra Los Angeles.


Ma nonostante l’ingombrante presenza di Annie Leibovitz, tanti altri fotografi hanno saputo reggere fieramente il paragone e immortalare con grande poesia i volti noti e meno noti del panorama cinematografico americano. Si può trovare un trafelato Matt Damon colto in un momento di grande espressività dall’obiettivo di Bruce Weber oppure un serioso Tim Burton nella parte di Davide con in mano la testa del suo Golia così come lo ha colto ironicamente Mary Ellen Mark. Ma le immagini che più di tutte sorprendono sono quelle dei vecchi miti del cinema, da Buster Keaton a Veronica Lake, da Grace Kelly a Orson Welles, personaggi che ormai appartengono al nostro immaginario più rarefatto e radicato, così come colte dagli obiettivi di Steichen, Hoyningen-Huene, Stern o Nelson. Le loro foto hanno una spontaneità ed una modernità che ancora oggi possono essere viste da molti fotografi come un traguardo da raggiungere.

Il libro è ottimamente stampato ed è corredato di numerosi testi che raccontano i tanti anni di cinema secondo Vanity Fair; inoltre ogni singola foto è debitamente descritta da una sostanziosa didascalia che racconta storia e aneddoti del soggetto ritratto.

In definitiva si tratta di una voluminosa enciclopedia fotografica del cinema hollywoodiano visto dal suo lato più spettacolare e patinato, e una preziosa carrellata sui fotografi che più di altri hanno saputo interpretare con fantasia e sentimento questo tanto invidiato mondo di celluloide.


©CultFrame 10/2002

 

 

CREDITI

Titolo: Vanity Fair’s Hollywood / Autore: AA.VV. / Editore: Thames & Hudson, 2001 / 320 pagine / 303 fotografie

 

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Casa editrice Thames and Hudson

 

INDICE DEL LIBRO

Forword by GRAYDON CARTER / Without the Cane and the Derby by CARL SANDBURG / The Great Garbo by CLARE BOOTHE BROKAW LUCE / Things I Never Know Till Now by WALTER WINCHELL / Sex Appeal by D.H. LAWRENCE / The Phenomenal Growth of the Movies by FRANK PEALE / San Simeon’s Child by MARTHA SHERRILL / Idol Gossips by AMY FINE COLLINS / Starlight Starbright by MARGARET CASE HARRIMAN / When Sue Was Queen by PETER BISKIND / A School for Movie Villains by P.C. WODEHOUSE / Is Your Little Girl Safe? by DOROTHY PARKER / The Gangster and the Goddess by PATRICIA BOSWORTH / When Liz Met Dick by DAVID KAMP / It Happened on Sunset by CHRISTOPHER HITCHENS / Afterword by DOMINICK DUNNE