La vita in uno sguardo. Le donne nelle foto di Tano D’Amico

tano_d_amico1CultFrame propone le note critiche realizzate per l’allestimento della mostra di Tano D’Amico.


Sguardi, sorrisi, denti bianchi, occhi pensosi, espressioni di sofferenza e dolore. Gioia e protesta politica, mobilitazione collettiva e audacia individuale. Le esperienze e le lotte messe in atto dalle minoranze, dagli esclusi, dai poveri e dagli emarginati vivono una vibrante dimensione attraverso l’obiettivo di Tano D’Amico. Le sue fotografie rendono visibili porzioni nascoste e periferiche della realtà sociale e si manifestano come veri e proprio elementi di un racconto costruito intorno al valore della dignità, inteso come ingrediente fondamentale dell’esistenza e come componente inalienabile dell’identità di ogni essere vivente.


Tano D’Amico non guarda il mondo dall’esterno, non usa la sua posizione di narratore di storie in maniera superficiale, riesce invece a cogliere le sfumature più sottili, esaltando la sfera culturale ed umana di comunità violentate e sottoposte a vessazioni. Diventa dunque, di volta in volta, parte dei dimenticati della Terra, nel tentativo meritorio di dare una voce a chi una voce non l’ha mai avuta.
Le immagini che mostrano il dolore, comunque, non sono mai, nei suoi reportage, le sole a guidare il racconto visivo. Il volto sereno di un bambino, la forza dirompente di un gesto, la bellezza primigenia di una donna del sud sono infatti in grado di evidenziare una sensibilità densa di vitalità e aperta verso gli altri.


La cifra stilistica utilizzata da Tano D’Amico privilegia senza ombra di dubbio quella che potrebbe essere definita “l’oggettività sacralizzata”. Il rigore dei suoi lavori è cristallino e non permette a derive estetizzanti di distogliere l’attenzione del fruitore dal concetto che si vuole diffondere. Nonostante ciò, i suoi scatti risultano equilibrati a livello formale, capaci di riassumere in una sola inquadratura, mai ritoccata in fase di stampa, la complessità di una situazione ambientale. Il suo bianco e nero consente a chi guarda di rapportarsi all’immagine in modo diretto e profondo. La plasticità della realtà, bloccata in momento di meditazione o nella comunicazione del disagio, è il segno di un linguaggio, un elemento che D’Amico mette a disposizione dell’individuo, il quale poi è successivamente chiamato a costruire nella solitudine della sua interpretazione personale una propria storia, un proprio percorso.


tano_d_amico2Impegno ed emozioni, capacità di analisi ed esigenza di esprimere amore sincero verso i sofferenti e gli oppressi, il tocco di Tano D’Amico è riconoscibile, nitido, genuinamente puro. Le sue opere si leggono con semplicità ma allo stesso tempo inducono ad una forte riflessione.

In questa architettura espressiva così ben delineata un posto importante è occupato dal mondo femminile.
La luce degli occhi, la dolcezza e la determinazione, il coraggio delle denuncia e il desiderio della condivisone di ideali, le battaglie e la fatica della sopravvivenza. La raffigurazione della donna è stata sempre al centro della poetica di Tano D’Amico, il quale è riuscito negli anni a far emergere la sostanza preziosa della diversità dell’agire e del pensare femminile, rispetto ad un sistema, tutto maschile, edificato sull’idea del dominio e della sopraffazione fisica.

L’attenzione che il celebre fotoreporter ha dedicato al destino di essere donna in una società prevalentemente maschilista gli ha consentito di rappresentare un patrimonio di sentimenti che può essere considerato la parte più alta dell’esistenza, il rovescio della medaglia dell’ottusità dei detentori del potere, sempre attenti a catalogare e ingabbiare gli individui.


Tano D’Amico ha saputo immortalare grazie al dispositivo ottico l’essenza della rivoluzionaria facoltà delle donne di manifestarsi in una forma autenticamente anarchica ed autonoma. Così, nei suoi scatti, le figure muliebri appaiono realmente libere, libere di essere senza dover necessariamente apparire e di proporre al prossimo la loro interiorità piuttosto che una proiezione artificiosa della loro identità.


©CultFrame 03/2002

 

 

IMMAGINI

Fotografie di Tano D’Amico

 

INFORMAZIONI

Dall’8 marzo al 5 maggio 2002

Museo Cassioli, Asciano (SI) / Telefono: 057771441

Orario: 10.00 – 12.30 / 15.00 – 18.30 / chiuso lunedì

Biglietto: 4,13 euro

 

LINK

CULTFRAME. La bellezza dei senza potere. Intervista a Tano D’Amico

CULTFRAME. Gerusalemme. Un libro di Tano D’Amico

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