Dagli anni della dolce vita ai miti del set. Fotografie 1958-1979. Mostra di Tazio Secchiaroli

tazio_secchiaroli-brigitte_bardotIl nome di Tazio Secchiaroli è molto noto sia nell’ambiente del cinema che in quello della fotografia.
Nato a Roma nel 1925, iniziò la sua carriera di fotografo già nel 1944, fino ad approdare nel 1955 alla fondazione dell’agenzia Roma Press Photo. Successivamente si è dedicato principalmente all’attività di fotografo di set, diventando ritrattista ufficiale di Sophia Loren.


Eppure, Secchiaroli non è stato solo il testimone curioso e creativo del mondo del cinema: il suo campo d’azione, in special modo nella fase iniziale della sua carriera, fu anche quello del reportage sociale.
La prova della sua abilità nel raccontare visivamente la realtà popolare del nostro paese emerge anche dall’importante mostra allestita a Roma, presso il Chiostro del Bramante. L’esposizione, denominata Dagli anni della dolce vita ai miti del set ed incentrata sulla presentazione al pubblico di ben 220 immagini, propone infatti alcune opere realizzate nella periferia della capitale durante gli anni cinquanta. Bambini del sottoproletariato, zingarelli all’Arco di Travertino, Tazio Secchiaroli ha puntato il suo sguardo attento anche sul mondo dei diseredati e dei poveri, uno sguardo pieno di partecipazione emotiva e sensibilità intellettuale. Ma anche gli scontri tra fascisti e dipendenti de L’Unità nel 1953 e lo svolgimento di riti religiosi della provincia italiana del dopoguerra sono stati eventi raffigurati da Secchiaroli con notevole perizia.


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Certo, la colonna vertebrale della mostra è rappresentata dalla sua vasta produzione “cinematografica”: dalle prime “paparazzate” (lo storico spogliarello al Rugantino del 1958) alla documentazione della lavorazione dei film, dalle foto dedicate alla diva Loren a quelle (numerose) in cui è immortalato Federico Fellini. Ed ancora: Michelangelo Antonioni durante le fasi di lavorazione di Blow up (1966), Marcello Mastroianni sul set del film di Elio Petri La decima vittima (1965), Blake Edwards e Daniela Rocca fotografati nel 1961, Mina ripresa durante una trasmissione televisiva del 1966.


Ma ciò che più colpisce della mostra organizzata a Roma è forse il senso più profondo e significativo di quest’iniziativa: la celebrazione di un grande fotoreporter e la conseguente parallela evidenziazione delle doti espressive e stilistiche di un autore spesso ingabbiato nello stereotipo riduttivo del paparazzo-fotografo di scena. Attività, quest’ultima, in cui Secchiaroli ha in ogni caso avuto modo di mettere in atto le sue indubbie capacità. La foto realizzata durante le riprese di Casanova 70 (Mario Monicelli-1965), in cui sono visibili i due protagonisti e l’operatore, oltre che un piccolo miracolo di equilibrio geometrico-compositivo, può essere considerata una sorta di geniale sintesi visiva dell’arte della finzione cinematografica: dispositivi tecnici, recitazione, aspetti registici, movimenti di macchina, metodi di lavoro sul set.

Il tutto riassunto a perfezione in un solo inimitabile scatto.


©CultFrame 11/2001

 

 

IMMAGINI

1 Tazio Secchiaroli. Brigitte Bardot durante una pausa della lavorazione del film Il disprezzo. Cinecittà, 1963
2 Tazio Secchiaroli. Spogliarello al Rugantino, 1958


INFORMAZIONI

Dal 18 ottobre 2001 al 6 gennaio 2002

Chiostro del Bramante / Via della Pace, Roma / Telefono: 0668809035

Orario: 10.00 – 19.00 / sabato 10.00 – 24.00 / chiuso lunedì

Biglietto: 12.000 lire / ridotto 10.000 lire

Catalogo: Motta Editore

 

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Chiostro del Bramante, Roma