Fotografia e società. Dalla sociologia per immagini al reportage contemporaneo. Un libro di Alfredo De Paz

alfredo_de_paz-fotografia_e_societaL’invenzione della fotografia non ha cambiato, com’è evidente, solo il percorso tradizionale dell’arte, ma anche, e con il procedere degli anni in misura sempre maggiore, la coscienza del mondo.

Le fotografie emblematiche di guerre ed avvenimenti cruciali, che hanno rappresentato, e in larga misura orientato ideologicamente, i rivolgimenti storici del Novecento, ne sono la prova: la guerra civile spagnola coincide nella memoria visiva di molti con la foto del miliziano di Capa.

E si potrebbe aggiungere che a nulla sono valse le insinuazioni che la vorrebbero “ricostruzione” e non “reportage” di un evento; perché la forza più grande della fotografia è sempre stata in quello che i suoi denigratori hanno stigmatizzato come suo limite artistico: la capacità “meccanica” di riprodurre la realtà, capacità, fra l’altro, non sottoposta a limitazioni di talento fattivo individuale.


L’affrancamento, dunque, da una produzione dell’immagine, esclusivo appannaggio delle varie forme di potere gestito (o gestibile), e la “democratizzazione” dell’esperienza del riprodurre soggettivamente (e al tempo stesso oggettivamente) il mondo, hanno avuto nella cultura e nella società ripercussioni di una portata tale, da rendere la fotografia incontestabile argomento d’indagine e dissertazione sociologica.
Da ciò la scelta di Alfredo De Paz di compiere, col suo “Fotografia e società”, una “ricerca di sociologia storica della cultura fotografica“.


Edito da Liguori, è soprattutto un libro divulgativo: partendo dalle conclusioni dei più illuminanti studi passati sull’argomento (quelli di Benjamin, Barthes, Sontag e Bourdieu), e allo scopo di tracciare il ruolo della fotografia nella società lungo il Novecento – mettendo anche in luce il pericolo del “consumismo” dell’immagine e la conseguente perdita di efficacia di essa -, De Paz identifica i più significativi filoni di produzione fotografica, attraverso i più importanti autori, e li colloca all’interno di un discorso storico-sociale, che spazia dal reportage di guerra alla fotografia di moda.

La sua analisi, avverte, pur essendo scientifica, non può tuttavia prescindere dal paradosso, creato in un’indagine oggettiva, dall’esistenza di un punto di vista di chi scrive; ed afferma, inoltre, che è insita proprio nell’argomento trattato un’ambiguità fra oggettività e soggettività. Come dire: ognuno di noi è ormai coinvolto irrimediabilmente in una dimensione “fotografata” della realtà; niente sarà più come prima dell’invenzione della fotografia.


Va segnalata una sezione iconografica particolarmente nutrita, dove ritroviamo le più emblematiche immagini degli autori trattati, da Hine a Sander, da Arbus a Modotti, da Cartier-Bresson a Giacomelli, per fare solo pochi dei nomi più noti.


©CultFrame 07/2001

 

 

CREDITI

Fotografia e società – Dalla sociologia per immagini al reportage contemporaneo / Autore: Alfredo De Paz / Editore: Liguori Editore, 2001 / 586 pagine / 33,57 euro

 

 

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Liguori Editore

 

 

INDICE DEL LIBRO

 

Introduzione

Parte prima / Fotografia e scienze umane
Un approccio interdisciplinare alla fotografia attraverso le scienze umane, tramite soprattuto, i contributi di Walter Benjamin, Roland Barthes, Susan Sontag, Pierre Bourdieu (e la sua équipe) – Documentazione e interpretazione – “Grandezza” e “miseria” – Il paradosso della fotografia – Livellazione semantica – Oggettività e soggettività – Imperativo estetico e imperativo oggettivo – Fotografia/arte, Fotografia/vita – L’artisticità della fotografia al di là dell’arte – Oltre la perfezione tecnica – Forme di acquisizione – Atteggiamento estetico ed atteggiamento strumentale – Un’altra disposizione del reale – La nostalgia, la morte e l’esperienza della temporalità – Il “ritualismo fotografico’ come ritualismo mediano – L’evento festivo e il turismo – La realtà e i suoi simulacri – Aspetti magici della fotografia – Fotografia giornalistica e processo di comunicazione – I procedimenti di connotazione – Lettura della fotografia e tipi di connotazione – Fare (operator), guardare (spectator) e subire (spectrum) – “Studium” e “Punctum” – Il referente fotografico – La fotografia come testimonianza di ciò che è stato – Ontologia e paradossi della fotografia – “Saggezza” e “follia” della fotografia – Vicissitudini dell'”aura” nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte – Riproduzione tecnica dell’oggetto estetico e consumo di massa – Fine dell’autonomia estetica – Per una critica della fotografia come ideologia della modernità.

Parte seconda / Itinerari e poetiche della fotografia sociale
“Definizione” della fotografia sociale – Sociologia per immagini: a) la fotografia sociale americana dalla fine del XIX secolo alla “Grande Depressione”: Jacob A. Riis, Lewis Hine, Walker Evans, Dorothea Lange, Carl Mydans, Russell Lee, Marion Post Wolcott; b) la mostra The Family of Man e le critiche di R. Barthes e S. Sontag; c) fenomenologia dei tipi sociali: August Sander, Erna Lendvai-Dircksen, Diane Arbus – Ideologia e testimonianza: Tina Modotti, John Heartfield, Roman Vishniac.

Parte terza / Forme ed espressioni del reportage
“Definizione” della fotografia di reportageIl reportage della vita quotidiana fra istanze umanistiche e ricerche formali: Eugène Atget, Brassai, Robert Doisneau, Henri Cartier-Bresson, Willy Ronis, Edouard Boubat, André Kertész, Bill Brandt, David Seymour (Chim), Robert Frank, Mario Giacomelli – Ai confini della vita e della morte. Il fotografo come “eroe”: Robert Capa, Don McCullin, Eugene Smith, Weegee, Erich Salomon.

Parte quarte / La lotta per l’autonomia estetica. Da “Photo Secession” alla “Neue Sachlichkeit”
Problemi del rapporto fra arte, fotografia e società agli inizi del XX secolo – Alfred Stieglitz e la creazione di “Photo Secession” – La fondazione della rivista Camera Work – L’identità di Stieglitz fra realismo e autonomia estetica della fotografia – Sulla scia delle ricerche stieglitziane e del concetto di “fotografia pura”: Edward Steichen, Clarence H. White, Gertrude Kasebier, Paul Strand, Edward Weston, il “Gruppo f/64″, Ansel Adams – La Neue Sachlichkeit tedesca: Albert Renger-Patzsch, Ernst Fuhrmann, Karl Blossfeldt.

Parte quinta / Erotismo, moda, fotografia. Percorsi, identità, interrelazioni
La fotografia di nudo fra erotismo e pornografia – La tradizione pittorica del nudo e i primi nudi fotografici – Fotografi e pittori: inquadratura e composizione – il sesso nella fotografia erotica e pornografica – Metonimia ed ironia dell’immagine erotica – La fotografia pornografica come “fotografia unaria” (Barthes) – Criteri e difficoltà di distinzione fra erotismo e pornografia – il corpo denudato come documento (medico, poliziesco…) – La fotografia di nudo e il corpo femminile fra desiderio e strumentalizzazione, fra celebrazione della bellezza e mercificazione – Esistenza umana e ontologia dell’erotismo – Moda e fotografia – Aspetti del rapporto moda-società – L’abito come attributo gerarchico di funzione e di rango sociale – Il ruolo della classe media nei processi di diffusione della moda – Il linguaggio erotico dell’abbigliamento – Abiti ed emancipazione femminile – L’abito da cerimonia e l’abbigliamento alternativo – Le ricerche e le interpretazioni sociologiche, psicologiche e semiologiche sulla moda: Kroeber e Richardson, Simmel, Veblen, Konig, Mayersohn e Katz, Hurlock, Barthes – I divi e le scelte di moda del grande pubblico – Le “mode esotiche” – Il ruolo primario delle classi medie, delle donne e delle giovani generazioni nell’affermazione e nei mutamenti della moda – La moda come ambito in cui l’energia creativa si mobilita al servizio di ciò che è fugace ed effimero – Identità del fotografo di moda fra mercato, sensibilità e gusto contemporanei.

Illustrazioni / Bibliografia