La donazione Luigi Di Sarro

luigi_di_sarroMedico, insegnante di igiene e anatomia artistica al liceo, docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Macerata, esperto di lingua e letteratura tedesca, pittore, scultore, fotografo ed intellettuale.
Quella di Luigi Di Sarro è una figura veramente interessante nel panorama culturale italiano, un uomo curioso e portato ad esprimersi attraverso un’acuta creatività che dedicò, pur essendo laureato in Medicina, la sua vita alle arti figurative e visive.


Morto a soli trentasette anni, nel 1979, Di Sarro ha lasciato un notevole lavoro fotografico, visibile presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma. Si tratta, però, solo di una parte delle settanta stampe, a colori e bianco e nero, che le eredi hanno donato all’Istituzione culturale della capitale.

Le immagini esposte riescono a far comprendere a pieno lo spessore poetico e visionario del suo mondo interiore. Temi della sua ricerca sono il corpo umano e la luce, elementi compositivi che Di Sarro inserisce in un discorso estetico-stilistico fortemente concettuale. E in tale senso appaiono molto chiari i legami con le avanguardie storiche, in particolar modo con il futurismo e il surrealismo.

La scomposizione del movimento, la frammentazione del gesto, l’impostazione dinamica, quasi cinematografica, dell’inquadratura, sono tutte componenti che emergono con cristallina limpidezza e che interagiscono con una serie di segni, vere e proprie strisce luminose, i quali finiscono per rendere ogni opera tendente verso un astrattismo estremamente moderno. Una dimensione quasi “matematica”, inoltre, contraddistingue molti scatti, dimensione formale in cui l’intenzione di visualizzare lo spazio-tempo diventa fattore fondamentale.


Soggetto principale delle fotografie è Di Sarro stesso, il quale attraverso un complesso gioco basato su un approfondimento di stampo autobiografico intendeva rintracciare, in un’ossessiva esigenza di autorappresentazione, la natura geometrica della realtà e confrontarsi razionalmente con la questione dell’identità individuale.

Colpisce, infine, l’inquietante opera in cui, attraverso una sovrimpressione, un teschio viene fuso con il volto dell’artista, metafora visiva della disgregazione organica del corpo, della presenza della morte, ed anche simbolo di una lucida angoscia esistenziale che caratterizzava il suo intero percorso espressivo.


©CultFrame 05/2001

 

 

INFORMAZIONI

La donazione Luigi Di Sarro

Dal 12 aprile al 24 luglio 2001

Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Via delle Belle Arti 131, Roma

Telefono 06322981

Orario tutti i giorni 8.30-19.30 (chiuso lunedì)