L’occhio testimone. Mostra di James Nachtwey

james_nachtwey-ruandaRappresentare la disperazione, documentare la sofferenza, mostrare gli effetti devastanti della carenza di cibo, decodificare visivamente la morte. L’atto del guardare diventa strumento per analizzare la follia umana, una follia dagli aspetti cannibaleschi, perché esercitata dagli uomini su altri uomini con lo scopo di sopraffare, distruggere, annientare.

Il visibile, l’obiettivo della macchina fotografica, l’occhio, l’animo del fotografo; seguendo questa linea ideale, ed entrando in simbiosi intellettuale con l’artista che costruisce le immagini, si può riuscire a collegare l’orrore che trionfa indisturbato nel mondo con la propria sfera interiore. E solo in questa maniera ci si può rendere conto di quali atrocità siano capaci gli esseri umani.


James Nachtwey, fotografo americano dell’agenzia Magnum, ha dedicato gli ultimi venti anni della sua carriera a raccontare alla società civile, capitalistica, opulenta e qualunquista che esistono altre realtà oltre a quella che riguarda l’occidente ricco e “pacifico”.

Inviato di guerra, fotoreporter nelle zone più disastrate del pianeta, Nachtwey si pone di fronte al dolore come un rispettoso testimone che, con compassione, cataloga organicamente, in un progetto artistico e sociale di grande spessore morale, l’abominevole varietà delle nefandezze umane, nefandezze che spesso vengono messe in atto a poche centinaia di chilometri dalle nostre tranquille case.
Kosovo, Ruanda, Sud Africa, Romania, Indonesia, Bosnia. Luoghi come tanti altri dove il sangue, i corpi devastati da violenze inaudite e la povertà hanno messo in secondo piano la bellezza della natura e la normale convivenza civile. In queste zone Nachtwey è giunto con il suo sguardo profondo e sincero, sguardo in cui il sorriso appare con grande difficoltà ma che comunque esprime una soave serenità d’animo.
La grandezza di questo fotografo è riscontrabile nella sua capacità di raccontare il male elaborando un discorso stilistico che permette alle immagini di far emergere gli aspetti più scioccanti delle situazioni descritte.

Quella ospitata a Roma è dunque un’esposizione che rende omaggio ad uno dei maggiori fotogiornalisti contemporanei e che dimostra come questo tipo di attività, apparentemente cinica, possa essere svolta in una dimensione fortemente etica.

La mostra allestita presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, organizzata da Contrasto, ci fa calare nel suo universo espressivo attraverso 139 scatti, sia a colori che in bianco e nero. La compostezza stilistica delle inquadrature, l’attenzione per la composizione, la perizia nel bloccare istanti drammatici, l’abilità di soffermarsi sui volti per cogliere l’angoscia e la solitudine. Nachtwey riesce a trovare sempre un baricentro poetico senza scadere in una vuota rappresentazione estetizzante.

 



©CultFrame 04/2001

 

 

IMMAGINE

Ruanda. Kagbayi, Maggio 1994. Vittima della guerra tra etnie Hutu e Tutsi. ©Nachtwey/Magnum/Contrasto


INFORMAZIONI

Dall’11 aprile al 25 giugno 2001

Palazzo delle Esposizioni

Via Nazionale 194, Roma

Orario tutti i giorni 10.00-21.00 (chiuso martedì)

Catalogo Contrasto