Von Gloeden. Fotografie

wilhelm_von_gloeden-nudo_maschileNata dalla collaborazione tra il Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, curata da Charles-Henri Favrod e Monica Maffioli, la mostra antologica Von Gloeden, fotografie promette di rendere giustizia ad uno tra i più controversi maestri della fotografia internazionale, noto ai più come una sorta di pornografo.

Conosciuto e stimato dall’intellighenzia europea d’inizio Novecento, da Oscar Wilde ad Anatole France, da Matilde Serao a Gabriele D’Annunzio, in epoca fascista la sua opera subì gli attacchi dei benpensanti, che trascinarono più volte il suo assistente ed erede universale in tribunale, accusandolo di commercializzazione di fotografie oscene ritraenti i “giovani della città di Taormina forniti dei membri più sviluppati, […] completamente nudi, […] tendenti unicamente a eccitare la bassa concupiscenza degli stranieri pervertiti”.

 

In realtà, Wilhelm von Gloeden è una figura molto particolare all’interno del panorama fotografico pittorialista dell’epoca.

Nobile tedesco e pittore di scarso talento, giunge in Italia nel 1878, poco più che ventenne, per compiere il suo “Grand Tour”; poiché secondo la tradizione goethiana “la Sicilia è la chiave di tutto”, il giovane barone decide di stabilirsi a Taormina e di intraprendere lì la sua carriera di fotografo.
Il paesaggio, la scena pastorale, il ritratto, il nudo, sono i suoi generi fotografici prediletti: nel paesaggio assolato della Sicilia e nelle sembianze degli “efebi” del luogo, egli tenta di ritrovare il bello ideale della pittura e scultura greco-romane. Le sue immagini, spesso di una semplicità ingenua, trovano riscatto nella sapiente gestione della luce en plein air, che, inondando le scene, contribuisce a dare un senso di sospensione e di mitica lontananza.

Nell’epoca del Decadentismo, il barone von Gloeden tenta di ristabilire le leggi del Classicismo winkelmaniano, senza indulgere negli espedienti della tecnica fotografica, perché sostiene: “l’imitazione di pitture antiche e moderne, gli ingrandimenti confusi ricavati da piccole negative, la grana eccessiva e numerosi altri artifici cui oggi in fotografia si ricorre, possono valere a sorprendere l’occhio, ma nulla possono creare.”


La mostra offre una completa panoramica della sua ricerca artistica e tecnica: sono esposti per la prima volta alcuni negativi su lastra di vari formati, e oltre 200 stampe originali; alcune di esse, ottenute dallo stesso negativo, mostrano l’unicità dell’opera d’arte nelle differenti soluzioni interpretative di stampa dell’autore.

©CultFrame 01/2001

 

 

IMMAGINE

W. Von Gloeden. Nudo maschile, 1900 ca. ©Fratelli Alinari


INFORMAZIONI

Dal 2 dicembre 2000 al 4 febbraio 2001

Sala D’Arme Palazzo Vecchio, Firenze / Telefono: 0552768454

Orario: tutti i giorni 10.00 – 19.00

Catalogo: Alinari