L’immagine femminile e la moda dei calendari

helmut_newton-calendarioFin dalla sua nascita, la fotografia è stata una forma d’arte e di comunicazione che ha affrontato il tema della rappresentazione della sensualità femminile.

Molti grandi artisti, da Man Ray a Edward Weston, da Paul Strand a Brassai, si sono confrontati dunque con le linee, i volumi e le forme della donna, puntando nella stragrande maggioranza dei casi su un’interpretazione erotica della corporeità, costruita su un atteggiamento di sincerità espressiva e di libertà intellettuale, poetica e creativa.


Ebbene, da qualche anno a questa parte stiamo assistendo in Italia, al fenomeno dei calendari, i quali immancabilmente propongono star, vallette, attrici e modelle in tutta la loro bellezza ad un pubblico che recepisce queste immagini semplicemente come l’ideale prosecuzione nell’ambito del mezzo fotografico di una visione già ampiamente effettuata al cinema o davanti ad uno schermo televisivo.

Le foto che in genere vengono inserite nei calendari, con qualche eccezione, sono rassicuranti, tranquillizzanti, figlie di un glamour glaciale proveniente dal mondo della moda e della televisione.

L’estetica della storica rivista Playboy, insomma, sembra aver trionfato decretando la vittoria di una raffigurazione seriale del corpo femminile assolutamente fredda e scontata. Ciò che colpisce è infatti la maniera in cui l’obiettivo dei fotografi scivola in modo superficiale sui corpi delle modelle.

Non c’è quasi mai realismo in questi scatti, molto spesso fortemente stilizzati oppure costruiti intorno a situazioni ambientali che tendono mascherare la sensualità del corpo, a farlo vedere come un oggetto inserito in un contesto naturalistico e non come l’elaborazione intellettuale e psicologica di un simbolo che esprime erotismo in quanto generatore di fantasie non controllabili attraverso le regole sociali.

Insomma, si tratta di una visione borghese, convenzionale e non laica del corpo della donna, diventato ormai una sorta di prodotto da catena di montaggio che esprime una sensualità familiare e conservatrice.


Ci voleva, dunque, un maestro come Helmut Newton, che ha realizzato un suo calendario solo per il web, per ricordare a tutti che l’eros è essenzialmente collegato alla rielaborazione culturale ed interiore delle fantasie individuali. Si tratta dunque di un territorio libero e rivoluzionario. Così, le fotografie realizzate da Newton, in cui figure femminili si concedono ad un autoerotismo narcisistico ed evocano situazioni sadomasochistiche, sono senza dubbio molto più vere rispetto a quelle che immortalano modelle sotto il sole di terre esotiche e, soprattutto, reintroducono un elemento di autenticità sostanziale nella rappresentazione del desiderio femminile e dell’immaginario maschile, fattore che invece viene di fatto negato in quasi tutte le immagini dei calendari.

 

©CultFrame 12/2000

 

IMMAGINE

Fotografia di Helmut Newton dal calendario online. ©HOT/NEWTON