Herb Ritts. Mostra a Roma

herb_ritts“Sono contento di non aver studiato fotografia. Anche Helmut Newton e Bruce Weber sono autodidatti. Per me la cosa più importante era imparare ed aguzzare lo sguardo”.

Queste parole sono di Herb Ritts, uno dei maggiori fotografi americani in attività. Parole che raccontano lo spirito di un artista che attraverso le immagini ha realizzato un proprio mondo estetico in cui il ruolo centrale è destinato al corpo, strumento espressivo a disposizione di ogni essere umano.
Dunque Ritts non è un accademico; si è costruito da solo, ha imparato la tecnica sperimentando, non ama parlare di pellicole ed obiettivi. Eppure, la sua fotografia è uno straordinario esercizio di stile in cui la forma, proprio perché frutto di un approccio basato esclusivamente sulla sua sensibilità interiore, diventa magicamente anche contenuto.


La retrospettiva, allestita a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni e prodotta dalla Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, permette di ammirare un centinaio di lavori di Ritts e svela agli appassionati tutto lo spessore di un fotografo conosciuto più che altro per le immagini delle celebrità da lui immortalate e per la sua attività nel campo del glamour.

Corpi che diventano oggetti metafisici ed astratti, modelli trasformati in statue viventi, pose plastiche e sinuose, ritratti di star, primi piani vertiginosi, dettagli delle labbra e delle mani, nudità estetizzanti. Herb Ritts è il fotografo della purezza, un instancabile ed acuto osservatore che insegue ossessivamente il concetto di riproducibilità dell’ampiezza dei volumi e il senso degli spazi. Le forme toniche di Jacqui Agyepong vengono, così, esaltate nel desiderio di ricreare delle suggestioni scultoree che facciano sembrare la pelle della modella una luccicante superficie bronzea, l’attrice Demi Moore perde la sua ingombrante identità, la sua consumata immagine di diva di Hollywood, per diventare un intreccio informe di carne, figura labirintica ed enigmatica.


Le opere di Herb Ritts esposte a Roma sono tutte rigorosamente in bianco e nero, impostate su una messa a fuoco tagliente, e il più delle volte nitidissima, che contribuisce a rendere questi scatti quasi tridimensionali e i soggetti da lui ripresi praticamente tangibili.

I suoi punti di riferimento espressivi? Bruce Weber, Helmut Newton, Man Ray, August Sander. Ma Ritts è andato, intelligentemente, oltre i suoi “maestri”, trovando un proprio percorso poetico all’interno dell’arte fotografica, percorso che l’ha portato a realizzare anche notevoli ritratti come quelli di Clint Eastwood, Dizzy Gillespie, Charles Bukowski, William Burroghs e Re Hussein di Giordania.


©CultFrame 11/2000

 

 

IMMAGINE

Jacqui Agyepong, Los Angeles 1999. ©Herb Ritts

 

INFORMAZIONI

Dal 22 novembre 2000 al 22 gennaio 2001

Palazzo delle Esposizioni / Via Nazionale 194, Roma / Telefono 064745903 / Fax 064870776

Orario: tutti i giorni 10.00 – 20.00 / chiuso martedì

Catalogo PdE Edizioni – Fondation Cartier pour l’Art Contemporain